Sia a Coira sia a Berna: le maggioranze borghesi continuano a puntare su regali fiscali ai ricchi e su programmi di risparmio a scapito della collettività. Proprio ora, però, servono investimenti negli asili nido, nella protezione del clima, nella parità di genere e in media forti – soprattutto in un Cantone variegato come i Grigioni.
🏔️ Politica cantonale
I temi centrali della sessione di dicembre sono stati il preventivo e il programma annuale 2026. È tornata nuovamente in discussione la questione delle riduzioni fiscali, nonostante l’aliquota fiscale fosse già stata ridotta di cinque punti percentuali dalla maggioranza borghese del Gran Consiglio solo un anno fa.
La proposta di UDC, PLR e Verdi liberali di ridurre ulteriormente l’aliquota fiscale di altri cinque punti percentuali è stata fortunatamente respinta; il Parlamento ha invece deciso una riduzione di tre punti percentuali, che abbiamo comunque contrastato.
Nel dibattito, il PS ha chiarito senza ambiguità che il denaro pubblico deve essere impiegato laddove è più urgente. In un Cantone che soffre di spopolamento, sono indispensabili investimenti mirati – ad esempio nell’alloggio a prezzi accessibili, in un sistema sanitario forte o negli asili nido. Una riduzione dell’aliquota fiscale favorisce soprattutto i più ricchi, mentre il ceto medio ne beneficia solo in misura marginale.
🇨🇭 Il rapporto di Jon da Berna:
La sessione invernale è stata impegnativa e frenetica. Sia il dibattito sul preventivo 2026 sia la discussione sul cosiddetto «pacchetto di sgravio 2027» al Consiglio degli Stati mostrano chiaramente che la maggioranza di destra a Berna è disposta a tagliare prestazioni pubbliche fondamentali – con gravi conseguenze per la parità di genere, la protezione del clima, il potere d’acquisto e la cooperazione internazionale.
Il PS è tuttavia riuscito, in alcuni ambiti, a evitare il peggio e a ottenere anche alcuni risultati positivi. Così il Parlamento ha stanziato 50 milioni di franchi di aiuti immediati supplementari per la crisi umanitaria in Sudan – possibile grazie a un’abile strategia del PS. È inoltre positivo che alla fine siamo riusciti a ottenere un piccolo aumento dei fondi per la lotta contro la violenza sulle donne. Considerati i 27 femminicidi avvenuti solo quest’anno, ciò è più che necessario. Determinanti sono stati l’ampia indignazione dell’opinione pubblica e una petizione firmata da quasi mezzo milione di persone in pochi giorni. In particolare, le donne del PS hanno saputo sfruttare con successo la pressione pubblica per indurre il Parlamento a fare marcia indietro. Questo articolo sul Blick lo illustra bene.
Preoccupanti sono invece i passi indietro nella politica climatica. Sotto la guida del Consigliere federale UDC Albert Rösti non solo non si intendono adottare ulteriori misure necessarie, ma il Consiglio federale prevede addirittura un forte smantellamento di strumenti efficaci come il programma per la riqualificazione energetica degli edifici e la sostituzione degli impianti di riscaldamento. Per il PS ho criticato duramente questa politica in un’«dibattito d’attualità» in Parlamento.
È chiaro che anche il prossimo anno il nostro impegno per una Svizzera sociale, ecologica e aperta sarà decisivo. Come piccolo sguardo alla politica federale, vi consiglio questo articolo del nostro magazine online Direkt.
🗳️ Votazioni dell’8 marzo 2026:
No all’iniziativa per il dimezzamento della SSR – un attacco alla pluralità dei media!
La cosiddetta iniziativa per il dimezzamento della SSR dell’UDC, su cui si voterà l’8 marzo, non è una proposta di risparmio innocua. È un attacco mirato al servizio pubblico dei media e quindi alla pluralità dell’informazione, alla democrazia e alla diversità linguistica. Chi vuole dimezzare i finanziamenti della SSR accetta consapevolmente l’indebolimento dell’informazione indipendente e l’emarginazione mediatica di intere regioni.
Per i Grigioni, un sì sarebbe particolarmente dannoso. In quanto unico Cantone trilingue, dipendiamo da una SSR forte. Senza risorse sufficienti, le offerte in romancio e in italiano sarebbero seriamente minacciate. L’informazione regionale non è un lusso, ma è fondamentale per la coesione, la diversità culturale e la partecipazione democratica nel nostro Cantone. Se questa offerta viene meno o ridotta, le regioni periferiche perdono la loro voce.
L’UDC sostiene che si tratti di alleggerire i bilanci familiari. In realtà, ogni persona risparmierebbe solo pochi franchi al mese, mentre il danno sarebbe enorme. Con il dimezzamento del canone, alla SSR verrebbero sottratti centinaia di milioni di franchi. Ciò significa meno informazione, meno cultura e meno controllo dei potenti. È esattamente ciò che fa comodo all’UDC: indebolire media critici e indipendenti.
Proprio in tempi di fake news e polarizzazione è invece necessario un servizio pubblico forte e indipendente – in tutte le regioni del Paese e in tutte le lingue. La protezione del clima, la giustizia sociale e una democrazia funzionante hanno bisogno di informazioni affidabili.
Per questo è chiaro: questa iniziativa danneggia la Svizzera, ma soprattutto i Grigioni.
Maggiori informazioni e un’argomentazione dettagliata sono disponibili qui.
- Congresso straordinario del PS GR – 9 febbraio, Coira
Tutti gli appuntamenti e ulteriori informazioni sono disponibili anche sul nostro sito web: sp-gr.ch