Il 7 aprile Lukas Horrer è stato eletto quale successore di Conradin Caviezel alla presidenza della frazione del PS nel Gran Consiglio retico. Il trentenne Horrer abita a Coira, ha un master in economia aziendale e un bachelor in filosofia; è membro del Gran Consiglio dal 2018. Erika Cahenzli-Philipp e Beatrice Baselgia continueranno a fungere da vicepresidenti della frazione.

Conradin Caviezel è stato alla guida della frazione socialista dal 2017. Dopo quattro intensi anni, alla fine del febbraio scorso ha comunicato di volersi dimettere dall’incarico alla fine della sessione di aprile. Durante il proprio mandato Caviezel può vantare il raggiungimento di numerosi successi, come per esempio – nel 2018 – il miglior risultato nella storia del PS Grigioni nelle elezioni del Gran Consiglio. Grazie agli sforzi del PS, il Cantone ha lanciato lo scorso anno un piano d’azione per la digitalizzazione. È stato inoltre possibile aumentare di 3 milioni di franchi il sostegno alla cultura, seguendo una richiesta per cui il PS si batteva da anni. La frazione PS ha pure posto l’accento sulla funzione di sorveglianza del Parlamento e ha costantemente indagato sulle irregolarità e chiesto maggiore trasparenza (p. es. con la CPI sul cartello edilizio, le indagini giudiziarie e il rinnovo del Tribunale cantonale, i casi di inquinamento ambientale). Inoltre il PS Grigioni è riuscito a impedire superflui programmi di austerità finanziaria (in particolare la legge sui tagli denominata “GR-Flex”). Infine, cosa non meno importante, la voce della frazione PS guidata da Caviezel è stata decisiva nel dibattito sul nuovo sistema di elezione del Gran Consiglio che sarà presto sottoposto al voto dei cittadini del Cantone. È proprio grazie al ricorso inoltrato al Tribunale federale e all’iniziativa socialista “90 sono abbastanza” che è finalmente stato possibile trovare un compromesso sul sistema elettorale che potesse godere di un ampio consenso parlamentare.

Il suo successore Lukas Horrer è stato in passato per sei anni segretario del PS Grigioni e ha così dato un contributo significativo alla professionalizzazione del partito. Attualmente è vicepresidente della Commissione per l’economia del Gran Consiglio e si è già profilato in questioni di politica finanziaria (p. es. sull’attuazione della RFFA, sul sostegno ai “casi di rigore” dovuti alla pandemia di coronavirus, ecc.). Horrer ha ripetutamente dimostrato di trovare compromessi ampiamente sostenuti e di saper lavorare insieme agli altri partiti. Per il futuro Lukas Horrer ritiene che la priorità debba essere data ai seguenti temi:

  • Ecologia: la grande questione per il futuro del nostro Cantone è il cambiamento climatico. La necessità di un’azione più incisiva della politica grigionese in vista delle enormi sfide in questo ambito è palese.
  • Politica finanziaria: bisogna impegnarsi costantemente per una politica economica e finanziaria pensata a favore di tutti anziché a favore di pochi. I buoni risultati finanziari degli ultimi due decenni devono essere utilizzati in modo coerente a sostegno della classe media, delle persone con un reddito basso e a favore di investimenti per il nostro futuro.
  • Pari opportunità: a tutti i livelli del nostro Cantone (amministrazione, Governo, Parlamento, economia) sono necessari maggiori sforzi per una maggiore diversità e in favore delle pari opportunità.

Der Parteitag der SP Graubünden hat am Samstag, 20. Februar 2021, einen digitalen ausserordentlichen Parteitag abgehalten. Die Mitglieder der SP Graubünden haben flexibel auf die Umstände rund um die Pandemie reagiert und sich zahlreich zur Video-Konferenz zugeschaltet. Für die Öffentlichkeit war der Parteitag über einen Live-Stream auf Facebook zugänglich. Die beiden Haupttraktanden waren zum einen die Neubesetzung des Präsidiums sowie die bevorstehende Abstimmung für ein neues Bündner Wahlrecht. 

Ein grosser Dank an den abtretenden Präsidenten Philipp Wilhelm

In seiner Rede verabschiedet sich der frisch gebackene Davoser Landammann Philipp Wilhelm vom Amt als Präsident der SP Graubünden: «Die vielen Erfolge für Graubünden wie das Anstossen eines Green Deal, eines Digitalisierungsschubs oder einer Kulturoffensive konnten wir nur als gutes Team erreichen. Dafür danke ich der ganzen Partei. Ich bin sehr stolz darauf, wie gut wir aufgestellt sind und bim überzeugt, dass das neue Führungstrio Julia Müller, Nora Kaiser und Andri Perl weiteren Fortschritt für Klima, Solidarität und moderne Lebensformen in Graubünden erreichen werden.»

«Philipp Wilhelm, du warst an Genialität kaum zu übertreffen! Du hast diese Partei geprägt. Wir werden dich vermissen, auch wenn du uns erhalten bleibst als rote Spitze von Davos», sagt Julia Müller. 

Wilhelms Vorgänger, Nationalrat Jon Pult, bemerkt: «Die Bündner Sozialdemokratie aber auch Graubünden als Ganzes verdanken Philipp Wilhelm enorm viel. Auch die reale Chance, nach 100 Jahren Kampf endlich ein gerechtes Wahlsystem zu erhalten.» 

Andri Perls Kandidatur «für die Frauen*»

Zur Bekanntgabe seiner Kandidatur hat Andri Perl skizziert, welchen Weg er für die SP Graubünden sieht: Politisch ist in Graubünden die letzten Jahre viel geschehen. «Wir haben zum Beispiel den Olympia-Gigantismus zweimal verhindert, wir haben den Ausstieg aus dem Kohlestrom geschafft, wir haben das Öffentlichkeitsprinzip verankert, einen Green Deal geschmiedet und einen Fonds für die digitale Transformation eingerichtet. Wir haben das kantonale Kulturbudget massiv verbessert und die Anliegen des Frauen*streiks in die Institutionen getragen. Und wir sind drauf und dran, nach über hundert Jahren Kampf den Majorz zu überwinden.» Perl will die SP Graubünden mit Elan und Präsenz führen. Bis in die geografisch entlegenen Sektionen. Zum Schluss teilt Perl offen mit, dass er seine Kandidatur auch als Unterstützung für die Vizepräsidentin Julia Müller betrachtet und den Platz an der Spitze abgeben möchte, sobald Müller ihr Studium abgeschlossen hat und bereit ist für das Präsidialamt.

Der Parteitag spricht Andri Perl unmissverständlich sein Vertrauen aus: 

Mit 87 Wahlstimmen zu 2 Nichtwahlstimmen bei 0 Enthaltungen wählt der Parteitag Andri Perl zum neuen Präsidenten. Somit ist das Präsidium der SP Graubünden wieder vollständig mit Andri Perl als Präsident, Julia Müller als Vizepräsidentin und Nora Kaiser als Fraktions- und Parteisekretärin. Die drei geben sich zuversichtlich, dass die Zusammenarbeit reibungslos funktionieren wird. Sie blicken optimistisch auf die bevorstehenden Herausforderungen in Graubünden. 

Die SP Graubünden trägt den «Bündner Kompromiss» mit Überzeugung

Der zweite Teil des ausserordentlichen Parteitags ist der bevorstehenden Abstimmung zum Bündner Wahlrecht gewidmet. Fraktionspräsident Conradin Caviezel berichtet der Basis von den monatelangen Verhandlungen, die dem «Bündner Kompromiss» vorausgegangen sind. Dass eine Mehrheit im Bündner Grossen Rat der Abstimmung über das «Modell C» zugestimmt hat, ist auch mit dem Rückzug der SP-Initiative «90 sind genug» zu erklären. Erst mit dieser Bedingung willigten die FDP und BDP in den Kompromiss ein und stützen mit dem «Modell C» den Doppelproporz. Das Ziel des Doppelproporz ist nicht weniger, als dass für die kommenden Wahlen im Jahr 2022 jede Stimme in Graubünden genau gleich viel wert ist. 

IL PS Grigioni si rallegra per la storica vittoria delsuopresidente Philipp Wilhelm alle elezioni per la carica di landamanodiDavos. La popolazionedi Davos ha dimostratodi volereun cambiamento generazionale e di apprezzare nuovi impulsi politici nel mezzodell’attualecrisi pandemica.

IL PS Davos festeggia la vittoria con una “birra Philipp Wilhelm”. Da destra verso sinistra: Rita Gianelli, Mara Sprecher, Philipp Wilhelm, Stefan Walser, Ladina Alioth, Christoph Geissler e Linda Zaugg (foto privata)

Per la prima volta nella storia, a Davos viene eletto come landamano un candidato socialista. Davos è prontaper il cambiamento: Wilhelm si impegnaper una protezione efficacedel clima, per il progresso e per idee innovative in favore di Davos, la cui economia è stata duramente colpita dalla crisi legata al coronavirus.

Philipp Wilhelm lasceràla presidenza del PSGrigioniil31 dicembre. La carica sarà assunta ad interimdallavicepresidente Julia Müllerfino a quando il congressodel partito deciderà sulla successione. Modalità e scadenze saranno comunicate entro la metà di dicembre, in modo che gli interessati possano presentare le loro candidature. Il PSGrigioni ringrazia Wilhelm per l’impegno e il suo lavoro coronato da successo qualepresidente del partito e gli augura ogni bene per la sua nuova funzionenell’Esecutivo comunale di Davos. 

La granconsigliera Franziska Preisig non èinvece purtroppo stata eletta quale sindacadi Samedan. Il PSGrigioni si rammarica che Samedan, un comune borghese, non abbia optatoper il cambiamento e per avere un donna al vertice.

Anche a Domat/Ems il PS ha infine ottenuto un successo: il partitoè infatti riuscito ad aumentare i propri segginel Consiglio comunale passando da tre a quattroconsiglieri. L’elezione di Luna Weggler è particolarmente incoraggiante:in futuroa Domat/Emsi bisognidei giovani e delle donne potranno essererappresentati con maggior forza. IL PS Grigioni sicongratulacon la sua sezione di Imboden per questo successo!

Il PS Grigioni si congratula con la nuova copresidente Mattea Meyer e con il nuovo copresidente Cédric Wermuth per la loro elezione alla presidenza del PS Svizzera. Vi auguriamo tanta assertività, gioia e creatività per questo impegnativo compito! Il PS dimostra così ancora una volta che è rinnovabilie. Questo è decisivo per il futuro della Svizzera. Solo con nuova energia e forza si possono superare le grandi sfide come il cambiamento climatico e la digitalizzazione.

Il PS Grigioni è particolarmente soddisfatto dell’elezione del nostro consigliere nazionale Jon Pult alla vicepresidenza del PS Svizzera. Grazie a Jon, i socialisti romanci e italofoni sono rappresentati nella presidenza del PS Svizzera con la consapevolezza delle preoccupazioni della regione alpina. Complimenti a Jon e agli altri rappresentanti della vicepresidenza Jacqueline Badran, Samuel Bendahan, Barbara Gysi, Ronja Jansen e Ada Marra.

Infine, ma non per questo meno importante, ringraziamo Christian Levrat per l’instancabile lavoro svolto negli ultimi 12 anni come presidente del PS Svizzera. Tanti auguri per il futuro!

Liebe
GenossInnen, liebe LeserInnen

Der 20. Oktober 2019 war unser Sonntag. Nach
einem Nerven aufreibenden Nachmittag mit ungewissem Ausgang stand am Abend
endlich fest: Ohne Bisherige auf der Nationalratsliste haben wir – quasi aus
dem Stand heraus – unseren Sitz verteidigt und einen zusätzlichen Sitz
gewonnen. Ab Dezember werden Jon Pult und Sandra Locher Benguerel für die SP
Graubünden in Bern Politik machen. Die Sensation ist geschafft. Zwei von fünf
Bündner Nationalratssitzen sind rot. Lieber Jon, liebe Sandra – herzliche
Gratulation!

Für ParteipräsidentInnen und Wahlkampfleitende
gibt es kaum schönere Aufgaben, als Artikel wie diesen hier zu schreiben. Dabei
dürfen und müssen wir in erster Linie Danke sagen. Der grösste Dank geht an die
über 100 Freiwilligen, die diesen Wahlherbst mit über 5’500 BündnerInnen am
Telefon gesprochen haben und bereits im Juni an die 1’000 Tür-zu-Tür Gespräche führten.
65 WählerInnen machten am Ende den Unterschied aus. Sie entschieden, dass der
fünfte Bündner Nationalratssitz an die SP geht. Da war Glück dabei. Betrachtet
man aber das grosse Engagement unserer Basis, dann dürfen wir sagen: Ihr habt dieses
Glück regelrecht herausgefordert.

Das ist auch dem gesamten Wahlkampfteam zu
verdanken. Tamara Gianera, Mara Sprecher, den top motivierten KandidatInnen und
ganz speziell auch unserem Campaigner und Grossrat Tobias Rettich. Ihr habt
einen tollen Job gemacht und den Einsatz geleistet, der sich am Ende bezahlt
machte. Das gilt selbstredend auch für die vielen Engagierten der JUSO
Graubünden, die mit und für uns um die für den Erfolg entscheidenden Stimmen
kämpften. Und nicht zuletzt: Eine Kampagne ist nicht machbar, ohne das nötige
Kleingeld. Einen grossen Dank daher auch an alle Gross- und KleinspenderInnen.

Vergessen wir nicht, wenn wir beim Dank sind,
unsere BündnispartnerInnen. Die Klimaüberhitzung ist und bleibt die
dringlichste Herausforderung für die Politik der kommenden Jahre. Dank der
Klimaallianz mit der Verda Graubünden und der Grünliberalen Partei ist es
gelungen, dem Klimaschutz in Bern eine zusätzliche starke Stimme aus dem stark
betroffenen Berggebiet zu geben. Wir sind vollends überzeugt: Sandra und Jon
lösen das Versprechen ein, sich in Bern für einen konsequenten und
sozialverträglichen Klimaschutz einzusetzen.

Wie sie das anstellen und wie sie ihre Wahl
erlebten, das lest ihr in dieser Concret-Ausgabe. Ebenso blickt Tobias Rettich
zurück auf seine Arbeit als Campainer und ihr erhält persönliche Einblicke in
unmittelbare und auch ein wenig unheimliche Wahlkampferlebnisse einer
Freiwilligen.

Nun müssen wir auch ein paar Schritte zurücktreten
und den sorgenvolleren Blick über die Kantonsgrenze hinaus ansprechen. Denn während
uns das Churer Wahlergebnis um genau 16:32 Uhr in den Freudentaumel schickte,
liefen die Wahlen für die SP in der restlichen Schweiz nicht eben gut. Der
WählerInnenanteil liegt historisch tief. Genaue Analyse tut not. Dann sind
Massnahmen zu erfreifen. Mediale Schnellschüsse einzelner Partei-Exponenten sind
dazu kaum zielführend.

Philipp Wilhelm, Präsident SP Graubünden & Grossrat, Davos
Lukas Horrer, Parteisekretär SP Graubünden & Grossrat, Chur

An der Pressekonferenz vom 9. September haben die KandidatInnen der SP Graubünden die heisse Phase des Wahlkampfes eröffnet. Die SP wird in den kommenden Wochen alles geben und um einen zweiten Sitz kämpfen. Wir können Wahlkampf und – im Gegensatz zu anderen Parteien – kämpfen unsere KandidatInnen als Team. Zusammen mit fünf KandidatInnen, dem Wahlkampfteam und über 140 Freiwilligen werden wir die nächsten Wochen auf Strasse und am Telefon direkt mit den Leuten über Politik sprechen. Die anderen haben Geld von Lobbys – wir haben engagierte Freiwillige, die Engagement leben.

Hier kannst du die Pressemappe (pdf) herunterladen und die Reden der KandidatInnen nachlesen.

Die Grünliberalen Graubünden, die SP Graubünden und Verda – Grüne Graubünden sind sich einig: Die Abwendung der Klimakatastrophe ist die grösste Herausforderung der Politik in den kommenden Jahren. Das gilt speziell für das Berggebiet und den Tourismuskanton Graubünden. Die drei Parteien einigten sich darum auf eine Listenverbindung bei den kommenden Nationalratswahlen. Ziel der Klima-Allianz ist es, allen Stimmen, die endlich eine ökologische Politik wünschen, maximales Gewicht zu geben und dabei über Parteigrenzen hinwegzuschauen. Schliesslich ist die Klima-Allianz offen für weitere Listenverbindungspartner, sofern sich diese den Zielen der Klima-Allianz anschliessen.

Medienmitteilung (pdf)

Der Parteitag vom 13. April in Schiers verabschiedete die Wahlplattform 2019 der SP Graubünden. Du kannst die Wahlplattform unten lesen oder hier als PDF-Dokument herunterladen.

In der Klimarettung geht es nicht voran. Die Chancen für Mann und Frau sind immer noch ungleich. Die Krankenkassenprämien steigen, nicht aber die Löhne. Denn die Politik ist in den letzten Jahren den Lobbyisten und Profitinteressen gefolgt statt dem Gemeinwohl. Zum Schaden der Schweiz. Zum Nachteil Graubündens.

Was wir brauchen: Erneuerung statt Stillstand.

Wir bauen ein besseres Morgen, wenn wir die Klimakatastrophe stoppen. Zugleich schaffen wir mit einem Green New Deal Arbeitsplätze und machen unsere Wirtschaft zukunftstauglich. Investieren wir in Kinderbetreuung und gute Löhne für Frauen und Männer. Und: Räumen wir auf mit dem Filz und machen Politik für die Leute. Für alle statt für wenige.

Das ist Fortschritt. Dafür setzen wir uns mutig ein. Mit Zuversicht und neuen Köpfen. Darum treten wir als SP Graubünden bei den eidgenössischen Wahlen vom 20. Oktober 2019 an. Das sind unsere fünf Prioritäten:

Oder zumindest dafür sorgen, dass die Schweiz ihren Beitrag dazu leistet. Die Klimaerhitzung ist die grösste Herausforderung unserer Zeit. Für die ganze Menschheit. Aber speziell auch für das Berggebiet. Wenn wir nicht schnell und entschlossen handeln, sind unsere Lebensgrundlagen bald zerstört. Darum wollen wir einen Green New Deal für unser Land. Wir fordern:

  • Einen fossilfreien Finanzplatz. Schweizer Banken, Versicherungen und Pensionskassen sind mit ihren Investitionen die grössten Klimasünder der Nation. Das muss gestoppt werden. Der Schweizer Finanzplatz darf nicht länger die Klimakatastrophe anheizen.
  • Einen CO2-freien Verkehr. Die Mobilität muss rasch und sozialverträglich elektrifiziert werden. Das heisst: Investitionen in die Forschung und in die Eisenbahn, mehr Güter auf die Schiene, keine neue Zulassung von Verbrennungsmotoren ab 2030, aktive Förderung von Velo- und Fussverkehr, wirksame CO2-Abgaben auf Flugreisen.
  • 100% erneuerbare Energie. Der Kohle- und Gasstrom aus dem Ausland muss besteuert, Schweizer AKWs müssen bald abgeschaltet und der Gebäudepark dank kluger Förderung dringend energetisch saniert werden. Und es braucht jetzt einen Klimafonds für den raschen Ausbau der Solarenergie.
  • Wir wollen europäische Öffnung und Lohnschutz verbinden. Ohne sozialen Fortschritt funktioniert Öffnung nicht. Das zeigt der Brexit. Aber auch sozialer Schutz ohne Öffnung funktioniert nicht. Das zeigt Orbans Ungarn. Wir kämpfen für die Personenfreizügigkeit UND für die flankierenden Massnahmen – gegen den Frontalangriff der SVP mit ihrer «Kündigungsinitiative». Und wir wollen ein institutionelles Rahmenabkommen mit der EU. Aber nur, wenn wir zugleich unsere Löhne, unsere soziale Sicherheit und unseren Service Public sichern können. Ob wir diese Kombination von europäischer Öffnung und sozialem Fortschritt mit Nachverhandlungen, aussenpolitischen Klärungen oder innenpolitischen Lösungen schaffen, ist zweitrangig. Wichtig ist, dass wir alles dafür tun. Im Interesse des Grenz- und Tourismuskantons Graubünden. Denn europäische Öffnung und sozialer Fortschritt bedingen sich. Ein voreiliges und bedingungsloses Ja oder ein kategorisches Nein zum bisherigen Vertragsentwurf bringen uns nicht weiter.
  • Wir wollen endlich Gleichstellung für alle und eine moderne Familienpolitik. Wir solidarisieren uns ohne Einschränkungen mit den Forderungen des Frauenstreiks vom 14. Juni 2019. Und wir fordern: Lohngleichheit, faire Renten und mehr Teilzeitarbeit für Mann und Frau, eine grosszügige Elternzeit, mehr und zahlbarere Kinderbetreuung, die Ehe für alle, Geschlechterquoten, griffige Massnahmen gegen Gewalt an Frauen und LGBT*IAQ+-Personen[1] sowie einen Aktionsplan gegen Sexismus und Diskriminierung aufgrund des Geschlechts oder der sexuellen Orientierung.
  • Wir wollen zahlbare Prämien und eine gute Gesundheitsversorgung für alle. Die Kosten für Krankenkassenprämien und für Selbstbehalte sind für Familien und den Mittelstand zu stark gestiegen. Viel stärker als die Löhne. Damit muss jetzt Schluss sein. Niemand soll mehr als 10% des Haushaltseinkommens für die Krankenkassenprämien ausgeben, niemand soll höhere Franchisen als heute bezahlen müssen. Und Graubünden soll für seine vorbildliche Lösung bei der individuellen Prämienverbilligung besser vom Bund abgegolten werden. Dafür kämpfen wir. Genauso wie gegen den Abbau von medizinischen Leistungen, die nur zu Zweiklassenmedizin führen. Kosteneinsparungen für das Gesundheitswesen sind bei Pharmakonzernen, Krankenkassen, beim ruinösen Wettbewerb unter den Spitälern und bei den Privilegien für Spezialärzte und Privatkliniken möglich.
  • Wir wollen unabhängige Politik statt Filz und Lobbyismus. Die Schweizer Politik ist zu oft am Gängelband mächtiger Lobbys und ihrer Geldinteressen. Zu viele Politiker (und einige Politikerinnen) lassen sich ihre öffentlichen Ämter in Verwaltungs-, Stiftungs- oder Beiräten von mächtigen Konzernen «vergolden». Entsprechend stimmen sie oft für deren Profit statt für das Gemeinwohl. Wir fordern eine Stärkung von Demokratie und Rechtsstaat – auch durch mehr Transparenz in der Politikfinanzierung. Und wir wollen mehr unabhängige Politikerinnen und Politiker, die sich im Parlament für alle statt für wenige einsetzen.

[1] LGBT*QIA+: Lesbians, Gays, Bisexuals, Transgender*, Queers, Intersexuals, Asexuals, +
Das Pluszeichen drückt aus, dass es noch weitere Minderheiten gibt, die nicht mit einem Buchstaben in der Abkürzung vertreten sind.[

Die Mitglieder der SP Graubünden nominierten am Parteitag vom 2. Februar 2019 einstimmig Jon Pult, Sandra Locher Benguerel, Franziska Preisig, Erika Cahenzli-Philipp und Philipp Wilhelm als NationalratskandidatInnen. Ebenfalls einstimmig wurde beschlossen, mit Jon Pult zu den Ständeratswahlen anzutreten.

Im Juni letzten Jahres gewannen wir die Wahlen. Wir verteidigten mit Peter Peyer souverän unseren Sitz in der Regierung und legten bei den Grossratswahlen auf dem historischen Höchststand nochmals deutlich zu. Das war letztes Jahr. Im neuen Jahr sind wir wieder gefordert. Wir wollen unseren Wahlsieg bestätigen. Nach dem angekündigten Rücktritt von Silva Semadeni gilt es, unseren Sitz im Nationalrat zu verteidigen. Der SP-Sitz im Nationalrat ist keine Selbstverständlichkeit und schon gar nicht garantiert. Einen Sitz ohne Bisherigen-Bonus zu verteidigen, ist in Graubünden immer eine Herausforderung. Auch bei Proporzwahlen.

Für die SP Graubünden bedeutet diese Ausgangslage zuallererst, dass wir mit der bestmöglichen Liste bei den Nationalratswahlen antreten. Und wir können mit grosser Freude feststellen, dass uns das gelingen wird. Dem Nominationsparteitag werden wir beantragen mit Jon Pult, Sandra Locher Benguerel, Franziska Preisig, Erika Cahenzli-Philipp und Philipp Wilhelm zu den Nationalratswahlen anzutreten. Diese Liste ist jung, weist eine Frauenmehrheit auf und alle vorgeschlagenen Persönlichkeiten bewiesen in der Vergangenheit ihre elektorale Stärke. Alle KandidatInnen erzielten bei den Grossratswahlen Spitzenresultate oder gewannen für die SP einen Sitz in einem Kreis, in dem wir bis anhin keinen Sitz hatten. Mit einer derart starken Liste in die Nationalratswahlen zu steigen ist keine Selbstverständlichkeit. Entsprechend gross ist die Freude, dass diese fünf Persönlichkeiten sich dazu bereiterklärten, für die sozialdemokratische Sache bei den Wahlen 2019 anzupacken.

Die Ausgangslage erfordert aber auch, neue Wege zu beschreiten. Darum schlagen wir dem Nominationsparteitag vor, Jon Pult als einen vorgeschlagenen Nationalratskandidaten zugleich auch für die Ständeratswahlen zu nominieren. Jon Pult erzielte bei vergangenen Nationalratswahlen Spitzenresultate, ist dreisprachig und ein Vertreter der jungen Generation.

Diese Strategie ist in Graubünden ein Novum. Eine Doppelkandidatur gab es in Graubünden noch nie. Wir wollen dieses Novum wagen, weil die Beispiele von Paul Rechsteiner in SG und Daniel Jositsch in ZH zeigen, dass diese Strategie von Erfolg gekrönt ist und zusätzliche Stimmen für die Nationalratswahlen einbringt. Die wichtigste Motivation ist jedoch, dass die BündnerInnen auch bei den Ständeratswahlen eine Auswahl verdienen. Wir ermöglichen das. Die Wahlfrage lautet: Wollen wir eine Vertretung im Ständerat, die sich für die Interessen der BündnerInnen einsetzt? Oder wollen wir eine Vertretung, die sich für die Interessen möglichst vieler Verwaltungsräte einsetzt?

Dem Nominationsparteitag vom 2. Februar schlagen wir eine starke Liste und ein Novum in der Bündner Politik vor. Damit wollen wir an die Erfolge im vergangenen Jahr anknüpfen und die Wahlen gewinnen. Für den Fortschritt aus Graubünden: Offener, gerechter und klimafreundlicher soll die Schweiz dank unserem Wahlerfolg werden.

Reden der KandidatInnen an der Pressekonferenz vom 14. Januar 2019 (pdf)