Il 7 aprile Lukas Horrer è stato eletto quale successore di Conradin Caviezel alla presidenza della frazione del PS nel Gran Consiglio retico. Il trentenne Horrer abita a Coira, ha un master in economia aziendale e un bachelor in filosofia; è membro del Gran Consiglio dal 2018. Erika Cahenzli-Philipp e Beatrice Baselgia continueranno a fungere da vicepresidenti della frazione.

Conradin Caviezel è stato alla guida della frazione socialista dal 2017. Dopo quattro intensi anni, alla fine del febbraio scorso ha comunicato di volersi dimettere dall’incarico alla fine della sessione di aprile. Durante il proprio mandato Caviezel può vantare il raggiungimento di numerosi successi, come per esempio – nel 2018 – il miglior risultato nella storia del PS Grigioni nelle elezioni del Gran Consiglio. Grazie agli sforzi del PS, il Cantone ha lanciato lo scorso anno un piano d’azione per la digitalizzazione. È stato inoltre possibile aumentare di 3 milioni di franchi il sostegno alla cultura, seguendo una richiesta per cui il PS si batteva da anni. La frazione PS ha pure posto l’accento sulla funzione di sorveglianza del Parlamento e ha costantemente indagato sulle irregolarità e chiesto maggiore trasparenza (p. es. con la CPI sul cartello edilizio, le indagini giudiziarie e il rinnovo del Tribunale cantonale, i casi di inquinamento ambientale). Inoltre il PS Grigioni è riuscito a impedire superflui programmi di austerità finanziaria (in particolare la legge sui tagli denominata “GR-Flex”). Infine, cosa non meno importante, la voce della frazione PS guidata da Caviezel è stata decisiva nel dibattito sul nuovo sistema di elezione del Gran Consiglio che sarà presto sottoposto al voto dei cittadini del Cantone. È proprio grazie al ricorso inoltrato al Tribunale federale e all’iniziativa socialista “90 sono abbastanza” che è finalmente stato possibile trovare un compromesso sul sistema elettorale che potesse godere di un ampio consenso parlamentare.

Il suo successore Lukas Horrer è stato in passato per sei anni segretario del PS Grigioni e ha così dato un contributo significativo alla professionalizzazione del partito. Attualmente è vicepresidente della Commissione per l’economia del Gran Consiglio e si è già profilato in questioni di politica finanziaria (p. es. sull’attuazione della RFFA, sul sostegno ai “casi di rigore” dovuti alla pandemia di coronavirus, ecc.). Horrer ha ripetutamente dimostrato di trovare compromessi ampiamente sostenuti e di saper lavorare insieme agli altri partiti. Per il futuro Lukas Horrer ritiene che la priorità debba essere data ai seguenti temi:

  • Ecologia: la grande questione per il futuro del nostro Cantone è il cambiamento climatico. La necessità di un’azione più incisiva della politica grigionese in vista delle enormi sfide in questo ambito è palese.
  • Politica finanziaria: bisogna impegnarsi costantemente per una politica economica e finanziaria pensata a favore di tutti anziché a favore di pochi. I buoni risultati finanziari degli ultimi due decenni devono essere utilizzati in modo coerente a sostegno della classe media, delle persone con un reddito basso e a favore di investimenti per il nostro futuro.
  • Pari opportunità: a tutti i livelli del nostro Cantone (amministrazione, Governo, Parlamento, economia) sono necessari maggiori sforzi per una maggiore diversità e in favore delle pari opportunità.

Oggi il cantone ha presentato i suoi conti annuali 2020. Invece della perdita preventivata di 33 milioni di franchi, il risultato è un più di 80 milioni di franchi – nonostante Corona. Alla luce di queste cifre, il PS chiede un miglioramento immediato delle norme cantonali di casi di rigore.

Il processo è ben noto: Il cantone fa bilanci pessimistici, evocando proposte di tagli, ma poi chiude i conti con un risultato folgorante. Quest’anno ha realizzato un profitto di oltre 80 milioni di franchi. La pandemia ha comunque avuto un impatto negativo di 60 milioni di franchi. Il PS è ancora una volta sorpreso da questa discrepanza con il preventivo di bilancio. Considerando l’enorme forza finanziaria del cantone, il PS esige miglioramenti immediati del regolamento cantonale di casi di rigore. 

Assunzione completa dei costi fissi

Il PS chiede al governo di attuare l’assunzione completa dei costi fissi per le imprese che hanno diritto ai benefici, come è stata discussa nella sessione di febbraio. La soglia minima di perdita di fatturato deve essere ridotta. Sarebbe incomprensibile se il governo festeggiasse se stesso per un buon risultato finanziario di fronte a un’incombente ondata di fallimenti e disoccupazione.  Il cantone può e deve permettersi di far superare la crisi a tutte le imprese. 

Der Parteitag der SP Graubünden hat am Samstag, 20. Februar 2021, einen digitalen ausserordentlichen Parteitag abgehalten. Die Mitglieder der SP Graubünden haben flexibel auf die Umstände rund um die Pandemie reagiert und sich zahlreich zur Video-Konferenz zugeschaltet. Für die Öffentlichkeit war der Parteitag über einen Live-Stream auf Facebook zugänglich. Die beiden Haupttraktanden waren zum einen die Neubesetzung des Präsidiums sowie die bevorstehende Abstimmung für ein neues Bündner Wahlrecht. 

Ein grosser Dank an den abtretenden Präsidenten Philipp Wilhelm

In seiner Rede verabschiedet sich der frisch gebackene Davoser Landammann Philipp Wilhelm vom Amt als Präsident der SP Graubünden: «Die vielen Erfolge für Graubünden wie das Anstossen eines Green Deal, eines Digitalisierungsschubs oder einer Kulturoffensive konnten wir nur als gutes Team erreichen. Dafür danke ich der ganzen Partei. Ich bin sehr stolz darauf, wie gut wir aufgestellt sind und bim überzeugt, dass das neue Führungstrio Julia Müller, Nora Kaiser und Andri Perl weiteren Fortschritt für Klima, Solidarität und moderne Lebensformen in Graubünden erreichen werden.»

«Philipp Wilhelm, du warst an Genialität kaum zu übertreffen! Du hast diese Partei geprägt. Wir werden dich vermissen, auch wenn du uns erhalten bleibst als rote Spitze von Davos», sagt Julia Müller. 

Wilhelms Vorgänger, Nationalrat Jon Pult, bemerkt: «Die Bündner Sozialdemokratie aber auch Graubünden als Ganzes verdanken Philipp Wilhelm enorm viel. Auch die reale Chance, nach 100 Jahren Kampf endlich ein gerechtes Wahlsystem zu erhalten.» 

Andri Perls Kandidatur «für die Frauen*»

Zur Bekanntgabe seiner Kandidatur hat Andri Perl skizziert, welchen Weg er für die SP Graubünden sieht: Politisch ist in Graubünden die letzten Jahre viel geschehen. «Wir haben zum Beispiel den Olympia-Gigantismus zweimal verhindert, wir haben den Ausstieg aus dem Kohlestrom geschafft, wir haben das Öffentlichkeitsprinzip verankert, einen Green Deal geschmiedet und einen Fonds für die digitale Transformation eingerichtet. Wir haben das kantonale Kulturbudget massiv verbessert und die Anliegen des Frauen*streiks in die Institutionen getragen. Und wir sind drauf und dran, nach über hundert Jahren Kampf den Majorz zu überwinden.» Perl will die SP Graubünden mit Elan und Präsenz führen. Bis in die geografisch entlegenen Sektionen. Zum Schluss teilt Perl offen mit, dass er seine Kandidatur auch als Unterstützung für die Vizepräsidentin Julia Müller betrachtet und den Platz an der Spitze abgeben möchte, sobald Müller ihr Studium abgeschlossen hat und bereit ist für das Präsidialamt.

Der Parteitag spricht Andri Perl unmissverständlich sein Vertrauen aus: 

Mit 87 Wahlstimmen zu 2 Nichtwahlstimmen bei 0 Enthaltungen wählt der Parteitag Andri Perl zum neuen Präsidenten. Somit ist das Präsidium der SP Graubünden wieder vollständig mit Andri Perl als Präsident, Julia Müller als Vizepräsidentin und Nora Kaiser als Fraktions- und Parteisekretärin. Die drei geben sich zuversichtlich, dass die Zusammenarbeit reibungslos funktionieren wird. Sie blicken optimistisch auf die bevorstehenden Herausforderungen in Graubünden. 

Die SP Graubünden trägt den «Bündner Kompromiss» mit Überzeugung

Der zweite Teil des ausserordentlichen Parteitags ist der bevorstehenden Abstimmung zum Bündner Wahlrecht gewidmet. Fraktionspräsident Conradin Caviezel berichtet der Basis von den monatelangen Verhandlungen, die dem «Bündner Kompromiss» vorausgegangen sind. Dass eine Mehrheit im Bündner Grossen Rat der Abstimmung über das «Modell C» zugestimmt hat, ist auch mit dem Rückzug der SP-Initiative «90 sind genug» zu erklären. Erst mit dieser Bedingung willigten die FDP und BDP in den Kompromiss ein und stützen mit dem «Modell C» den Doppelproporz. Das Ziel des Doppelproporz ist nicht weniger, als dass für die kommenden Wahlen im Jahr 2022 jede Stimme in Graubünden genau gleich viel wert ist. 

Il 31 gennaio e il 1° febbraio, nella sala del Gran Consiglio, la frazione del PS ha preparato sotto la guida di Conradin Caviezel la sessione di febbraio di quattro giorni in stretta osservanza delle prescrizioni contro il Covid. L’attenzione si è concentrata sulla riforma della legge elettorale e sulla crisi del Covid.

La frazione del PS si è occupata ancora una volta in modo approfondito della imminente riforma della legge elettorale. Sotto la guida competente dei membri del PS della Commissione per la politica e la strategia statale, è stato discusso il sistema elettorale. La netta maggioranza della commissione, con l’appoggio dei due membri socialisti, propone di sottoporre al popolo un solo modello per la revisione parziale della costituzione cantonale e cioè il modello C (sistema biproporzionale con una clausola maggioritaria). 

La frazione del PS è lieta che sia stato trovato un “compromesso grigionese” e sottolinea che il modello C attuerebbe la richiesta più importante del PS: per le elezioni del Gran Consiglio finalmente ogni voto conterebbe allo stesso modo. A queste condizioni il comitato dell’iniziativa “Per il ridimensionamento del Gran Consiglio: 90 bastano” è pronto a ritirare la sua iniziativa a favore di un futuro sistema elettorale a doppia rappresentanza proporzionale (vedi comunicato stampa del 21 gennaio 2021). Il PS è fiducioso che il compromesso troverà un’ampia maggioranza e che le prossime elezioni del 2022 si terranno con un sistema elettorale giusto e conforme alla costituzionale. Il “compromesso grigionese” proposto garantisce che ogni voto conti allo stesso modo e che tutte le regioni continuino ad essere rappresentate nel parlamento cantonale. Questo metterebbe finalmente fine alle controversie degli ultimi anni sul sistema elettorale.

La frazione del PS ha inoltre discusso in modo dettagliato l’attuale crisi economica e sanitaria. Il gruppo parlamentare del PS chiede un aumento immediato e non burocratico delle misure in favore dei casi di rigore, che attualmente non sono assolutamente sufficienti soprattutto nel settore della ristorazione (assunzione del 100% invece del solo 50% dei costi fissi). Le risorse finanziarie per queste misure sono disponibili, dato che nell’ultimo decennio e mezzo il bilancio cantonale ha accumulato massicce eccedenze. A lungo termine, un sostegno non burocratico per le aziende colpite dagli effetti del Covid sarebbe più economico per il Cantone di un’ondata di fallimenti. Alla luce di questa situazione, la frazione del PS non riesce a spiegarsi l’esitazione del Governo grigionese nell’erogare un sostegno finanziario. Lo stesso vale per la compensazione delle perdite di entrate dovuta alla cancellazione di grandi eventi e di congressi (turismo MICE). È perciò inspiegabile che il Governo grigionese non sia disposto ad accettare il relativo incarico inoltrato da Philipp Wilhelm. D’altro canto, la frazione PS è soddisfatta del sistema adottato per i test Covid da parte dei Grigioni. Il Consigliere di Stato Peter Peyer e la cellula di crisi grigionese stanno facendo un lavoro a carattere pionieristico per tutta la Svizzera e gettando in particolare le basi per la rapida identificazione e il contenimento delle nuove varianti Covid. Questa strategia deve essere portata avanti con coerenza – soprattutto nelle scuole.

Inoltre, il gruppo parlamentare socialista ha discusso la prima fase della riforma della giustizia e sostiene all’unanimità l’elezione di giudici straordinari. La frazione accoglie anche l’adeguamento della struttura organizzativa delle autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA). La relativa procedura di consultazione è stata esemplare e il PS sostiene quindi all’unanimità la relativa revisione della legge d’introduzione al Codice civile svizzero. Infine, il PS è del parere che l’iniziativa popolare cantonale “Per una caccia rispettosa della natura ed etica” debba essere chiaramente respinta. I promotori sollevano alcune preoccupazioni giustificate (ad esempio il divieto di caccia agli uccelli), ma nel complesso l’iniziativa è un attacco frontale alla caccia e a lungo termine non può essere applicata in modo ragionevole.

Seit dem Bundesgerichtsurteil von 2019 ist klar, das Wahlsystem für den Grossen Rat muss angepasst werden. Seit Jahrzehnten setzt sich die SP Graubünden dafür ein, dass endlich ein Wahlmodus gefunden wird, der garantiert, dass jede Stimme im ganzen Kanton gleich viel zählt. Nun schlägt die Kommission für Staatspolitik und Strategie (KSS) mit dem Modell C eine Kompromissvariante vor, die dieses zentrale Kriterium erfüllt. Unter diesen Bedingungen ist die SP Graubünden bereit, ihre hängige Initiative «90 sind genug» zurückzuziehen.

Die SP hatte sich in der Vergangenheit dafür ausgesprochen, dass alle relevanten politischen Kräfte im Kanton sich gemeinsam an einen Tisch setzen, um eine nachhaltige Kompromisslösung zu finden. Für die SP war immer klar, ein Modell, das den Kanton spaltet, die Stimmen ungleich zählt, Minderheiten noch mehr benachteiligt und Rechtsunsicherheit mit sich bringt (Modell E) kann kein Zukunftsmodel für unseren vielfältigen Kanton sein. Die SP ist daher erfreut, dass die Kommission für Staatspolitik und Strategie (KSS) nach vielen Gesprächen einen breitabgestützten Kompromiss vorlegen kann, der von fast allen Parteien getragen wird (SP, BDP, FDP, SVP, Grüne, GLP). 

Der Vorschlag der KSS ist ein auf Graubünden zugeschnittenes Wahlsystem. Die bestehende regionale Vielfalt wird erhalten und dank des fairen «doppelten Pukelsheim»-Mechanismus bekommen endlich Minderheiten auch in kleineren Wahlkreisen eine Wahlchance. Mit dem Kompromissvorschlag müssen keine Kreise und Gemeinden gespalten werden und in allen Wahlkreisen wird nach dem gleichen Wahlsystem gewählt. Dieser Vorschlag ist auch eindeutig rechtskonform, da er in diversen anderen Kantonen bereits erfolgreich umgesetzt ist (SH, SZ, ZG, AG, NW, ZH). Die SP hätte sich anstelle der bestehenden Wahlkreise die elf Regionen als neue Wahlkreise gewünscht, kann aber das Anliegen der breiten regionalen Verankerung nachvollziehen und im Sinne eines Kompromisses diese Lösung mittragen.

SP bereit zum Rückzug ihrer Initiative

2017 hatte die SP Graubünden die Initiative «90 sind genug» lanciert. Dies aus der tiefen Überzeugung heraus, dass der Grosse Rat endlich reformiert werden muss. So bestand bei den letzten Grossratswahlen im Jahr 2018 in über einem Dutzend Wahlkreisen keine (Aus)Wahl, da das bisherige Wahlsystem echten Wettbewerb verhindert. Konsequenz daraus: Im Rat sitzen primär ältere, männliche Politiker. Die Frauen, die Jugend, die Minderheiten – sie alle sind untervertreten. Die Initiative hätte durch eine Verkleinerung zu mehr Wettbewerb, zu neuen Wahlkreisen und dadurch zu mehr Vielfalt geführt. 
Unter der Bedingung, dass als alleiniger Vorschlag (keine Variantenabstimmung) dem Volk das «Modell C» (Doppelproporz in den bestehenden Kreisen) vorgelegt wird, ist die SP Graubünden nun aber bereit ihre Initiative zurückzuziehen. Die SP ist grundsätzlich nach wie vor der Meinung, dass 90 Parlamentarier*innen genügen würden. Das neue Wahlsystem garantiert aber, dass endlich in allen Kreisen Wettbewerb herrscht. Damit ist sichergestellt, dass überall Auswahl für die Bürgerinnen und Bürger bestehen wird. Die jahrelange Forderung der SP – die Erfolgswertgleichheit (jede Stimme zählt gleich) – wird mit diesem Modell endlich erreicht. 

Die SP setzt sich im Februar in Davos in der Grossratssession für diesen breit abgestützten Kompromiss ein. Es ist Zeit, dass die Querelen um das Wahlsystem endlich der Vergangenheit angehören. 

Die SP fordert die Bündner Regierung auf, die von der Pandemie finanziell Betroffenen endlich sofort zu entschädigen. Der Handlungsbedarf ist akut. Die heutigen Ankündigungen bzgl. finanzieller Unterstützung sind zu wage. Es ist genug Zeit für «Prüfen und mit dem Bund koordinieren» verstrichen, nun sind endlich Taten nötig.

Seit Wochen sind diverse Unternehmen, Institutionen, Freischaffende und Angestellte von massiven finanziellen Einbussen betroffen. Besonders stark trifft es die Gastro-Branche. Die Schliessungen sind aus epidemiologischer Sicht richtig und wichtig. Das zeigen die sinkenden Zahlen. Und nur tiefe Zahlen erlauben eine Rückkehr zur wirtschaftlichen «Normalität». Aber es ist klar: Die Schliessungen müssen korrekt entschädigt werden. Richtigerweise haben die Gastronominnen und Gastronomen darum vor Weihnachten für ein faires Entgelt für ihre Ausfälle demonstriert.

Spare in der Zeit…und knausere in der Not?

Der Kanton Graubünden produziert seit über 15 Jahren finanzielle Überschüsse. Wir haben dabei hunderte Millionen frei verfügbares Kapital angespart. Es ist ein Affront, wenn der Kanton jetzt knausert und die finanziell besonders betroffen Betriebe in die Verschuldung oder in den Konkurs schickt. Während SP-Regierungsrat Peter Peyer zur Senkung der Fallzahlen zielführende und innovative gesundheitspolitische Massnahmen (z.B. die ersten Massentests in der Schweiz) einbringt, zögert die Gesamtregierung seit Wochen bei dringend notwendigen und vor allem ausreichenden wirtschaftspolitischen Hilfsmassnahmen. 

Keine Zeit für ideologische Grabenkämpfe 

Bei den aktuellen Massnahmen ist die Härtefall-Logik völlig fehl am Platz. Es sind ganze Branchen (z.B. Gastronomie, Kultur, Events) seit Wochen vollständig geschlossen. Sie haben keine Möglichkeit, Umsätze zu erwirtschaften und müssen dennoch Miete zahlen, weil das bürgerliche Parlament in Bern aus ideologischen Gründen keine Hilfe bot. Viele stehen nun vor dem Ruin und die dringend nötige Akzeptanz für die gesundheitspolitisch so wichtigen Massnahmen bröckelt. Die SP fordert die Regierung daher auf, umgehend die ideologischen Scheuklappen abzulegen und sofort umfassende wirtschaftliche Hilfen – unabhängig vom Bund – zur Verfügung zu stellen. Es darf keine Zeit mehr verloren gehen.

Il 29 novembre 2020 il presidente in carica del PS Grigioni è stato eletto dalle cittadine e dai cittadini di Davoscome loro nuovo landamano. Al congresso del partito del 6 settembre 2020 Philipp Wilhelm aveva dichiarato che in caso di elezione si sarebbe dimesso dalla presidenza del partito alla fine del 2020, cosa che ha confermato oggi. IlPS Grigioni sarà guidato ad interim dalla vicepresidente Julia Müller a partire da gennaio. A febbraio, il successore di Wilhelm sarà eletto in un congresso straordinario del partito. 

In una mail indirizzata ai membri del PS Grigioni, Wilhelm ha comunicato che l’incarico che assumerà è molto interessante, ma allo stesso tempo molto impegnativo e richiede perciò che egli investa tutte le sue forze a favore della popolazione che lo ha votato. Nella lettera Wilhelm conferma le sue dimissioni da presidente del partito cantonale per lafine del 2020. Per quasi cinque anni Wilhelm si è impegnato con il PS Grigioni per il clima, il progresso e la solidarietà. Contrariamente alla tendenza nazionale, nel Cantone dei Grigioni il partito ha ottenuto numerosi successi elettorali, conquistato nuovi seggi al Parlamento cantonale e ben due seggi – sui cinque disponibili – al Consiglio nazionale. Moltepromesse elettorali sono già in fase di attuazione o lo saranno a breve: la spinta per la digitalizzazione, il Green Deal per il Grigioni e l’offensiva culturale lanciata in tempi recenti sono solo tre esempi. 

Riconoscenza e ottimismo

Negli ultimi scorci della sua presidenza Wilhelm sottolinea che questi successi sono stati possibili solo grazie a una buona collaborazione e ringrazia per questo motivo il suo partito a partire dai membri alla base fino ai quadri; allo stesso tempo si dice fiducioso che si possa trovare una buona soluzione per la sua successione. Dal punto di vista del personale il partito gode di buona salute; in controtendenza rispetto ad altri partiti, il numero dei membri continua a crescere e ha raggiunto un massimo storico, attira molti giovani e registra una percentuale crescente di donne. Il PS Grigioni è diventato la casa politica per molte persone di diversa estrazione e con esperienze differenti.

Müller subentra fino alla elezione di febbraio

Il 20 febbraio 2021, in occasione di un congresso straordinario del partito, il PS Grigioni eleggerà un nuovo presidente. Fino ad allora il partito sarà guidato dalla vicepresidente del partito Julia Müller, granconsigliera ventitreenne di Felsberg. Le candidature saranno accettate dalla segreteria del partito sino alla fine di gennaio.

Il PS Grigioni augura in questi tempi particolarmente difficili ai suoi soci e a tutte le grigionesi e a tutti i grigionesi buone feste e un buon passaggio nel nuovo anno, sperando che esso sia migliore di quello che stiamo per lasciare alle nostre spalle.

Il PS Grigioni chiede con forza che venga garantito il diritto al minimo vitale in un’economia che è in crisi a causa dell’emergenza pandemica. La normativa a livello federale per i casi di rigore non è sufficiente. Il Cantone dei Grigioni deve trovare soluzioni proprie per compensare completamente le imprese che hanno subito un calo del fatturato mettendo a disposizione 100 milioni di franchi.

La Svizzera è in affanno nel combattere la seconda ondata della pandemia. Fin troppe persone stanno morendo. Le misure adottate a livello federale non hanno ancora portato a una sostanziale riduzione del numero dei contagi e ciò significa che tali misure sono ancora troppo poco coraggiose. La politica federale teme i costi di misure efficaci e di interventi statali incisivi. 

Abbandonare la logica dei casi di rigore

Le discussioni e le decisioni a livello federale in materia di casi di rigore suscitano grande preoccupazione nel PS Grigioni. Le misure adottate non compensano neppure in minima parte i costi economici che le imprese devono sostenere a causa delle chiusure e delle restrizioni. Di riflesso il sostegno a misure incisive contro la pandemia diminuisce. Dobbiamo perciò abbandonare la logica dei casi di rigore e risarcire le imprese che hanno subito un calo del fatturato. Sono infatti loro a sostenere i costi economici che vanno a beneficio della nostra salute. Visto che non si trova una soluzione praticabile a livello federale, il Cantone dei Grigioni si deve attivare in prima persona mettendo a disposizione 100 milioni di franchi per compensare la diminuzione del fatturato. Le modalità della compensazione devono essere semplici e rapide. 

Una compensazione è nelle possibilità finanziarie del Cantone

Per questa compensazione sarebbe ipotizzabile un modello basato sull’esempio tedesco o austriaco. In Austria le imprese colpite dalla chiusura vengono compensate all’80% del fatturato del corrispondente mese dell’anno precedente. Un pacchetto di compensazione di 100 milioni di franchi sarebbe nelle possibilità finanziarie del Cantone dei Grigioni, che ha chiuso i conti degli anni 2018 e 2019 con un avanzo di 115, rispettivamente di 105 milioni di franchi. Inoltre, le risorse finanziarie messe a disposizione per la prima ondata della pandemia non sono state utilizzate nella loro interezza.

Dare il via a misure efficaci

Una normativa incisiva della compensazione del fatturato spiana la strada a efficaci misure d’urgenza in materia di politica sanitaria. In questo ambito il Cantone dei Grigioni ha imboccato la strada giusta sulla cui bisogna proseguire con perseveranza. Solo misure incisive ci permetteranno di affrontare la crisi sanitaria e, con essa, le difficoltà economiche. Non ci deve essere alcun compromesso tra salute ed economia; possiamo solo rafforzarle insieme.

Die SP Graubünden gratuliert dem Referendumskomitee zum ersten Etappensieg gegen die Abschaffung der Mutterschaftsbeiträge (MuBe). Folgender Text basiert auf der Medienorientierung vom 3. Dezember 2020. Von Julia Müller, Xenia Bischof, Edina Annen und Andrin Ehrler.

Trotz der Corona Situation schafften wir es, in nur sieben Wochen 2721 Unterschriften zu sammeln. Damit haben wir die Referendumsvorgabe um mehr als 1200 Unterschriften deutlich übertroffen. Die hohe Unterschriftenzahl ist ein deutlicher Fingerzeig an die Adresse der Regierung und der Mehrheit des Grossen Rates: Einsparungen bei den Schwächsten in unserer Gesellschaft werden von der Bevölkerung nicht widerstandslos toleriert. 

Aus gesundheitspolitischer Sicht sind die MuBe eine wichtige Unterstützung für die Mutter und das Neugeborene und können einen Schutz gegen Gewalt in der Mutterschaft bewirken. In ’16 Tagen gegen Gewalt gegen Frauen’ wird aktuell auf diese Problematik hingewiesen. Wer sich intensiv mit der medizinischen Bedeutung der Zeit nach der Geburt auseinandersetzt, kann jede Unterstützung für die Mutter nur begrüssen und genau deshalb braucht es diese Mutterschaftsbeiträge als minimale finanzielle Unterstützung für die finanziell schwächsten Bündner*innen.

Wir haben Unterschriften gesammelt von Val Sot bis Sedrun/ Tujetsch und Maienfeld bis Roveredo. Total haben sich Leute aus 86 Gemeinden für das Referendum stark gemacht! 

Wir bedanken uns bei dem grossen Engagement der Unterschriftensammlerinnen und -sammler. Ihr grosser Einsatz hat das Zustandekommen des Referendums erst möglich gemacht. Ein weiterer Dank geht an alle Organisationen, die unser Referendum mittragen, so unter anderem AvenirSocial, SP Graubünden, Gewerkschaftsbund Graubünden GGR, Juso Graubünden und das Frauenstreikkollektiv. Unser Referendumskomitee ist aber keine geschlossene Runde; wir freuen uns über alle weiteren Organisationen und Personen, die sich uns beim Kampf für die Beibehaltung der Mutterschaftsbeiträge anschliessen möchten.

La frazione del PS presso il Gran Consiglio retico si è riunita a Coira il 22 novembre sotto la presidenza di Conradin Caviezel e in conformità alle esigenze di protezione dal coronavirus. Le discussioni in preparazione della sessione di dicembre si sono concentrate sul programma annuale e sul preventivo di spesa.

In linea di principio la frazione del PS è soddisfatta del programma annuale presentato dal Governo, che comprende gli obiettivi-chiave del PS, come per esempio il «green deal», la promozione della digitalizzazione, una migliore protezione dalla violenza domestica, rafforzamento del personale di cura, promozione del plurilinguismo. Rispetto agli scorsi anni sono infatti stati inclusi nel programma alcuni aspetti decisamente più progressisti. In ogni caso il programma annuale non può essere una «tigre di carta»e deve perciò essere finanziato in modo adeguato. A questo proposito, nel prossimo bilancio il PS Grigioni avrebbe auspicato un maggiore impegno finanziario soprattutto negli ambiti della protezione contro la violenza domestica e della promozione del plurilinguismo.

Nonostante la crisi pandemica la situazione finanziaria del Cantone sembra soddisfacente. Sebbene, infatti, le previsioni del gettito fiscale siano assai pessimistiche, il budget si muove ancora nel campo segnato dagli indicatori di valutazione. Si può quindi presumere che il Cantone dei Grigioni possa chiudere anche l’anno 2021 con un risultato positivo. In questo contesto è incomprensibile che il Governo voglia arrestare l’adeguamento degli stipendi del personale dell’Amministrazione cantonale. In quest’anno caratterizzato dalla crisi pandemica i funzionari cantonali sono stati messi sotto pressione in modo incredibile e hanno svolto il loro lavoro in un contesto difficile e con grande impegno (per es. l’Ufficio della sanità, l’Ufficio dell’industria, del commercio e del lavoro, il Servizio traduzioni, ecc.). Visto che le finanze del Cantone godono di buona salute, non è giusto che l’annuale adeguamento dei salari del personale venga frenato. Il PS Grigioni si oppone a questo modo di fare. La frazione PS sostiene invece le altre proposte di bilancio, in particolare il credito d’impegno per la creazione di un’unità COVID-19 presso l’Ufficio della sanità.

La frazione PS al Gran Consiglio retico è inoltre soddisfatta che il Governo sia disposto a migliorare l’assistenza ai bambini con esigenze speciali (incarico Degiacomi). Il PS insisterà che per la stesura dell’ordinanza venga presentata un’ampia gamma di approcci sistemici. Il PS sostiene inoltre la revisione parziale della legge sulla protezione civile e un’attuazione pragmatica dell’incarico Vetsch sulla questione del veto parlamentare sulle ordinanze (nuovi diritti d’informazione supplementare per il Gran Consiglio nel processo legislativo).