Sotto la direzione del suo presidente Lukas Horrer la frazione PS si è incontrata a Coira per preparare la sessione del Gran Consiglio di ottobre. La seduta è stata caratterizzata dal dibattito relativo al «Green Deal». La frazione PS saluta positivamente il relativo messaggio del Governo e lo sostiene di principio. Ad avviso della stessa frazione, d’altro canto, il Cantone dei Grigioni deve perseguire un obiettivo più ambizioso, ovvero un saldo netto delle emissioni pari a zero entro il 2040.

Nella sessione di giugno 2019, il Parlamento retico ha approvato una mozione del granconsigliere PS Philipp Wilhelm per l’elaborazione di «Green Deal» per il Grigioni. Grazie agli investimenti nella protezione del clima si potranno creare nuovi posti di lavoro e allo stesso tempo il Cantone potrà raggiungere l’obiettivo di un saldo netto delle emissioni pari a zero. La frazione PS ha discusso in modo dettagliato il messaggio del Governo sull’attuazione della mozione Wilhelm. In linea di principio vi è soddisfazione per l’orientamento strategico del messaggio e per il coraggio dimostrato dal Governo. Tuttavia la frazione chiede correzioni in due settori.

  1. Il Cantone deve raggiungere un saldo netto delle emissioni pari a zero entro il 2040. Solo se i Paesi ricchi raggiungeranno questo obiettivo con largo anticipo rispetto al 2050 vi sarà una reale possibilità che anche i Paesi poveri possano raggiungere l’obiettivo per tempo. Il «Green Deal» del Cantone dei Grigioni deve essere perciò più ambizioso.
  2. Il Cantone dei Grigioni può finanziare autonomamente il «Green Deal» senza grossi problemi, dal momento che le finanze cantonali godono di buona salute. Non vi è quindi nessun motivo per parlare di nuove tasse o nuovi tributi, come viene invece annunciato nel messaggio del Governo. A questo proposito bisogna ricordare che il capitale proprio del Cantone ammonta a 2,6 miliardi di franchi: un simile accumulo di capitale non deve essere fine a sé stesso, ma essere investito nell’interesse dei cittadini. In questo senso il «Green Deal» è l’investimento ideale per salvaguardare gli interessi delle generazioni future e per creare nuovi posti di lavoro.

Nella sua seduta la frazione PS ha inoltre discusso il rapporto sulla strategia immobiliare e numerosi atti parlamentari programmati per la sessione di ottobre.

Die gewaltsame Machtübernahme der Taliban schockiert. Um Menschenrechte und Demokratie wird es in Afghanistan schlecht bestellt sein. Die Gewalt gegen die Zivilbevölkerung – insbesondere auch gegen Frauen und Mädchen – wird zunehmen. Für die SP Graubünden ist darum klar: Die Afghan:innen brauchen die volle Unterstützung der internationalen Gemeinschaft. Das betrifft auch die Schweiz. Unser Land muss sich auf seine humanitäre Tradition besinnen.

Geht es allerdings nach dem Bundesrat, beschränkt sich der Einsatz der Schweiz darauf, Schweizer:innen vor Ort und lokale Deza-Mitarbeiter:innen mit ihren Kernfamilien zu evakuieren. Der Bundesrat ist nicht bereit, mehr zu tun. Die SP Graubünden hat kein Verständnis für die Haltung des Bundesrates.

Anlässlich der heutigen Fragestunde des Grossen Rates führte die Regierung aus, dass die Kapazitäten im Asylwesen nicht ausgelastet sind. Das bedeutet: Tatsächlich wäre es für die Schweiz mit keinen Problemen verbunden, mehr zu tun. Die SP Graubünden fordert darum von der Bündner Regierung zweierlei:

1. Die Bündner Regierung muss beim Bundesrat intervenieren und ihn zu einer Afghanistanpolitik auffordern, die der humanitären Tradition der Schweiz gerecht wird.

2. Die Bündner Regierung hat die entsprechenden kantonalen Ämter per Richtlinie sofort anzuweisen, sämtliche Spielräume, die auf kantonaler Ebene existieren – im Sinne der Humanität – auszunutzen. Die SP Graubünden denkt dabei vor allem an eine grosszügige Handhabung des Familiennachzugs von bereits in Graubündenlebenden Afghan:innen.

Die SP-Fraktion hat die Augustsession unter Leitung von Fraktionspräsident Lukas Horrer und im Beisein von Regierungsrat Peter Peyer in Domat/Ems vorbereitet. Neben den anstehenden Sachgeschäften hat sich die Fraktion auch mit der Botschaft zum «Green Deal» befasst. Für die SP-Fraktion ist klar: Der «Green Deal» ist ohne Steuererhöhungen problemlos finanzierbar und muss ein ehrgeizigeres Ziel anstreben: netto-null bis 2040.

In der Junisession 2019 überwies der Grosse Rat den Auftrag von SP-Grossrat Philipp Wilhelm zur Ausarbeitung des «Green Deals» für Graubünden. Dank Investitionen in den Klimaschutz sollen neue Arbeitsplätze in Graubünden entstehen und gleichzeitig soll Graubünden das Netto-Null-Ziel erreichen. Die nun vorliegende Botschaft zur Umsetzung des Auftrages Wilhelm hat die SP-Fraktion diskutiert. Dabei gelangt die SP-Fraktion zum Schluss: Die Richtung der regierungsrätlichen Botschaft stimmt. Allerdings sind zwei Korrekturen angezeigt.

  1. Graubünden muss das Netto-Null-Ziel bis 2040 erreichen. Nur wenn die vermögenden Länder deutlich vor 2050 das Netto-Null-Ziel erreichen, bleibt es eine realistische Chance, dass die ärmeren Länder ihr Ziel ebenfalls bis 2050 erreichen und so die globale Erwärmung weltweit auf unter 2° C stabilisiert werden kann. Für die SP-Fraktion ist darum klar, dass der «Green Deal» ehrgeiziger sein muss. Der neuste Bericht des Weltklimarates (IPCC) weist – mit deutlichen Worten – ebenfalls in diese Richtung.
  2. Den «Green Deal» kann der Kanton Graubünden ohne Probleme selbst finanzieren. Bei der derzeitigen Finanzlage des Kantons gibt es schlicht keine sachlichen Gründe, die neue Steuern oder Abgaben, wie sie die regierungsrätliche Botschaft ankündigt, rechtfertigen. Zur Erinnerung: Der Kanton Graubünden verfügt über ein Eigenkapital von 2.6 Mrd. Franken und erwirtschaftete die letzten zehn Jahre einen durchschnittlichen Überschuss von 70 Mio. Franken. Das hohe Eigenkapitel ist kein Selbstzweck und ist im Interesse der Bündner:innen zu investieren. Dabei ist der «Green Deal» die ideale Invesitionsvorlage, um die Interessen der kommenden Generationen zu schützen und neue Arbeitsplätze zu schaffen.

Weiter wurden die Sachgeschäfte der anstehenden Augustsession diskutiert. Die SP Graubünden stimmt den zwei Sachgeschäften aus dem Justizbereich im Grundsatz zu. 

Bei der Teilrevision des Pensionskassengesetzes wird die SP-Fraktion die vorgesehenen Verschlechterungen der Kommission bekämpfen. Die Vorlage der Regierung stellt bereits das Minimum dar, um den Kanton als Arbeitgeber attraktiver zu machen. Wird die Vorlage weiter verschlechtert, wird es in Zukunft noch schwieriger geeignete Fachkräfte zu rekrutieren.

Il PS Grigioni e Verda – Verdi Grigioni intendono presentare una lista comune alle elezioni del Gran Consiglio del 2022. La decisione è stata presa dal consiglio direttivo della Verda e dalla direzione del PS Grigioni. In questo modo i due partiti uniscono le forze per le elezioni con lo scopo di promuovere la protezione del clima, la giustizia sociale, la tolleranza e il progresso.

Il nuovo sistema elettorale implica una serie di cambiamenti per il Cantone dei Grigioni. Per la prima volta ciascun voto espresso alle elezioni conterà per la composizione del Parlamento. Le liste che vogliono avere successo dovranno presentare candidati in ogni circolo e superare il quorum del 3%. Per unire le forze e garantire che le forze ambientaliste e il pluralismo di opinione siano rappresentati in Gran Consiglio, il PS e i Verdi Grigioni intendono presentare una lista comune per le elezioni del 2022.

Attivi in tutte le regioni

La collaborazione tra i due partiti è già stata concordata dal consiglio direttivo dei Verda e dalla direzione del PS Grigioni. Nel caso del PS sarà il congresso a dover prendere la decisione definitiva il prossimo 4 settembre. Per entrambi i partiti questa collaborazione rappresenta un’opportunità per avere candidature interessanti in tutte le regioni. Le rispettive direzioni di partito si occuperanno del coordinamento, mentre le sezioni del PS Grigioni e dei Verda si occuperanno della scelta dei candidati nonché della campagna elettorale vera e propria a livello locale. 

Valori condivisi

La lista congiunta dei Verda e del PS non è una semplice alleanza di comodo: i due partiti sono infatti uniti da valori comuni e da una collaborazione a livello politico che dura da tempo. Per entrambi è chiaro che è necessario impegnarsi coerentemente in favore della protezione del clima e per una gestione attenta della natura, per la giustizia, l’uguaglianza e il progresso sociale. Il nuovo sistema elettorale porta uno spirito di ottimismo nel Cantone dei Grigioni: l’era delle «monoculture» politiche a livello locale è ormai finita.

Oltre alle elezioni del Gran Consiglio, il 15 maggio 2022 si svolgeranno anche le elezioni del Governo cantonale. La direzione del PS Grigioni propone nuovamente al Congresso del partito Peter Peyer quale candidato all’Esecutivo cantonale. 

Il PS Grigioni può dirsi fiero e soddisfatto dell’ottimo lavoro svolto da Peyer nel Governo grigionese durante questo mandato. Appena dopo essere entrato in carica, si è assunto buona parte della responsabilità di affrontare la pandemia del COVID 19 nel nostro Cantone dimostrando le sue qualità dirigenziali. Grazie alla lungimiranza e all’impegno incondizionato di Peyer in favore della salute dei cittadini del nostro cantone, si sono potute evitare ripercussioni ben più gravi. La strategia di test grigionese si è affermata in tutta la Svizzera come una soluzione pionieristica e si sta dimostrando un’alternativa valida alla chiusura rigorosa di scuole e aziende. 

Oltre alla lotta alla pandemia del COVID 19, Peter Peyer ha gestito in modo esemplare gli affari correnti del suo dipartimento mantenendo la sua promessa di impegnarsi per il progresso nei Grigioni. La riforma della giustizia 3, con approcci orientati al futuro per i tribunali grigionesi, è ben avviata, così come una riforma al passo coi tempi della legge sull’esecuzione giudiziaria. La revisione della legge sulla protezione civile, una riorganizzazione dell’Autorità di protezione dei minori e degli adulti (AMPA) e una revisione della legge sulle cure con la creazione di regioni sanitarie sono state presentate da Peyer con successo in Gran Consiglio.

La direzione del PS Grigioni propone quindi nuovamente Peter Peyer quale Consigliere di Stato perché è un politico con esperienza e vicino alla gente. La nomina effettiva si svolgerà a novembre durante il Congresso del partito.

Sotto la direzione di Conradin Caviezel e nel rispetto delle norme anti COVID-19, la frazione parlamentare PS Grigioni si è riunita il 7 aprile nella sala del Gran Consiglio a Coira. Al centro dell’incontro vi sono stati alcuni atti parlamentari della sessione di aprile.

La frazione PS sostiene i lavori di pianificazione per un collegamento ferroviario tra la Bassa Engadina e la Val Venosta perché è convinta del grande potenziale turistico di questa offerta. Consapevole che progetti di questo genere non possono essere realizzati da un giorno all’altro, la frazione auspica che il relativo atto parlamentare sia trasversalmente accolto da tutti i partiti con un’ampia maggioranza. Questo significherebbe inviare a Berna e alla Regione Trentino-Alto Adige un forte segnale di un Cantone dei Grigioni unito a sostegno di questo progetto.

La frazione PS è delusa della risposta del Governo alla sua richiesta riguardante gli affitti delle imprese durante la pandemia. Malgrado molte imprese stiano soffrendo a causa dei costi degli affitti, l’Esecutivo non ha saputo presentare una sola opzione valida a tale riguardo, limitandosi a fare rifermento alle misure per i casi di rigore, che sono palesemente troppo limitate e non offrono un sostegno sufficiente. Considerato che nel 2020, nonostante la pandemia, il Cantone dei Grigioni ha registrato un utile di circa 80 milioni di franchi, sono urgentemente necessari dei miglioramenti in favore del commercio e dell’industria.

La frazione PS è inoltre molto preoccupata per le ultime rivelazioni concernenti lo scandalo ambientale nel Parco Nazionale (eccessiva contaminazione di PCB nello Spöl). Per questo motivo presenterà un’interrogazione nella sessione di aprile. Solo una bonifica completa del fiume Spöl a carico delle Engadiner Kraftwerke AG (EKW) può essere considerata una risposta adeguata ai problemi ambientali che sono stati causati. È inaccettabile che un’azienda con un fatturato milionario non voglia assumere le proprie responsabilità e che debbano essere la natura o lo Stato a pagarne il prezzo.

Infine è stata pure discussa l’iniziativa cantonale sulla tassazione individuale, che ha trovato il pieno sostegno della frazione. La parità tra uomini e donne nella vita professionale può infatti essere migliorata con questa nuova forma di tassazione.

Il 7 aprile Lukas Horrer è stato eletto quale successore di Conradin Caviezel alla presidenza della frazione del PS nel Gran Consiglio retico. Il trentenne Horrer abita a Coira, ha un master in economia aziendale e un bachelor in filosofia; è membro del Gran Consiglio dal 2018. Erika Cahenzli-Philipp e Beatrice Baselgia continueranno a fungere da vicepresidenti della frazione.

Conradin Caviezel è stato alla guida della frazione socialista dal 2017. Dopo quattro intensi anni, alla fine del febbraio scorso ha comunicato di volersi dimettere dall’incarico alla fine della sessione di aprile. Durante il proprio mandato Caviezel può vantare il raggiungimento di numerosi successi, come per esempio – nel 2018 – il miglior risultato nella storia del PS Grigioni nelle elezioni del Gran Consiglio. Grazie agli sforzi del PS, il Cantone ha lanciato lo scorso anno un piano d’azione per la digitalizzazione. È stato inoltre possibile aumentare di 3 milioni di franchi il sostegno alla cultura, seguendo una richiesta per cui il PS si batteva da anni. La frazione PS ha pure posto l’accento sulla funzione di sorveglianza del Parlamento e ha costantemente indagato sulle irregolarità e chiesto maggiore trasparenza (p. es. con la CPI sul cartello edilizio, le indagini giudiziarie e il rinnovo del Tribunale cantonale, i casi di inquinamento ambientale). Inoltre il PS Grigioni è riuscito a impedire superflui programmi di austerità finanziaria (in particolare la legge sui tagli denominata “GR-Flex”). Infine, cosa non meno importante, la voce della frazione PS guidata da Caviezel è stata decisiva nel dibattito sul nuovo sistema di elezione del Gran Consiglio che sarà presto sottoposto al voto dei cittadini del Cantone. È proprio grazie al ricorso inoltrato al Tribunale federale e all’iniziativa socialista “90 sono abbastanza” che è finalmente stato possibile trovare un compromesso sul sistema elettorale che potesse godere di un ampio consenso parlamentare.

Il suo successore Lukas Horrer è stato in passato per sei anni segretario del PS Grigioni e ha così dato un contributo significativo alla professionalizzazione del partito. Attualmente è vicepresidente della Commissione per l’economia del Gran Consiglio e si è già profilato in questioni di politica finanziaria (p. es. sull’attuazione della RFFA, sul sostegno ai “casi di rigore” dovuti alla pandemia di coronavirus, ecc.). Horrer ha ripetutamente dimostrato di trovare compromessi ampiamente sostenuti e di saper lavorare insieme agli altri partiti. Per il futuro Lukas Horrer ritiene che la priorità debba essere data ai seguenti temi:

  • Ecologia: la grande questione per il futuro del nostro Cantone è il cambiamento climatico. La necessità di un’azione più incisiva della politica grigionese in vista delle enormi sfide in questo ambito è palese.
  • Politica finanziaria: bisogna impegnarsi costantemente per una politica economica e finanziaria pensata a favore di tutti anziché a favore di pochi. I buoni risultati finanziari degli ultimi due decenni devono essere utilizzati in modo coerente a sostegno della classe media, delle persone con un reddito basso e a favore di investimenti per il nostro futuro.
  • Pari opportunità: a tutti i livelli del nostro Cantone (amministrazione, Governo, Parlamento, economia) sono necessari maggiori sforzi per una maggiore diversità e in favore delle pari opportunità.

Oggi il cantone ha presentato i suoi conti annuali 2020. Invece della perdita preventivata di 33 milioni di franchi, il risultato è un più di 80 milioni di franchi – nonostante Corona. Alla luce di queste cifre, il PS chiede un miglioramento immediato delle norme cantonali di casi di rigore.

Il processo è ben noto: Il cantone fa bilanci pessimistici, evocando proposte di tagli, ma poi chiude i conti con un risultato folgorante. Quest’anno ha realizzato un profitto di oltre 80 milioni di franchi. La pandemia ha comunque avuto un impatto negativo di 60 milioni di franchi. Il PS è ancora una volta sorpreso da questa discrepanza con il preventivo di bilancio. Considerando l’enorme forza finanziaria del cantone, il PS esige miglioramenti immediati del regolamento cantonale di casi di rigore. 

Assunzione completa dei costi fissi

Il PS chiede al governo di attuare l’assunzione completa dei costi fissi per le imprese che hanno diritto ai benefici, come è stata discussa nella sessione di febbraio. La soglia minima di perdita di fatturato deve essere ridotta. Sarebbe incomprensibile se il governo festeggiasse se stesso per un buon risultato finanziario di fronte a un’incombente ondata di fallimenti e disoccupazione.  Il cantone può e deve permettersi di far superare la crisi a tutte le imprese. 

Il 31 gennaio e il 1° febbraio, nella sala del Gran Consiglio, la frazione del PS ha preparato sotto la guida di Conradin Caviezel la sessione di febbraio di quattro giorni in stretta osservanza delle prescrizioni contro il Covid. L’attenzione si è concentrata sulla riforma della legge elettorale e sulla crisi del Covid.

La frazione del PS si è occupata ancora una volta in modo approfondito della imminente riforma della legge elettorale. Sotto la guida competente dei membri del PS della Commissione per la politica e la strategia statale, è stato discusso il sistema elettorale. La netta maggioranza della commissione, con l’appoggio dei due membri socialisti, propone di sottoporre al popolo un solo modello per la revisione parziale della costituzione cantonale e cioè il modello C (sistema biproporzionale con una clausola maggioritaria). 

La frazione del PS è lieta che sia stato trovato un “compromesso grigionese” e sottolinea che il modello C attuerebbe la richiesta più importante del PS: per le elezioni del Gran Consiglio finalmente ogni voto conterebbe allo stesso modo. A queste condizioni il comitato dell’iniziativa “Per il ridimensionamento del Gran Consiglio: 90 bastano” è pronto a ritirare la sua iniziativa a favore di un futuro sistema elettorale a doppia rappresentanza proporzionale (vedi comunicato stampa del 21 gennaio 2021). Il PS è fiducioso che il compromesso troverà un’ampia maggioranza e che le prossime elezioni del 2022 si terranno con un sistema elettorale giusto e conforme alla costituzionale. Il “compromesso grigionese” proposto garantisce che ogni voto conti allo stesso modo e che tutte le regioni continuino ad essere rappresentate nel parlamento cantonale. Questo metterebbe finalmente fine alle controversie degli ultimi anni sul sistema elettorale.

La frazione del PS ha inoltre discusso in modo dettagliato l’attuale crisi economica e sanitaria. Il gruppo parlamentare del PS chiede un aumento immediato e non burocratico delle misure in favore dei casi di rigore, che attualmente non sono assolutamente sufficienti soprattutto nel settore della ristorazione (assunzione del 100% invece del solo 50% dei costi fissi). Le risorse finanziarie per queste misure sono disponibili, dato che nell’ultimo decennio e mezzo il bilancio cantonale ha accumulato massicce eccedenze. A lungo termine, un sostegno non burocratico per le aziende colpite dagli effetti del Covid sarebbe più economico per il Cantone di un’ondata di fallimenti. Alla luce di questa situazione, la frazione del PS non riesce a spiegarsi l’esitazione del Governo grigionese nell’erogare un sostegno finanziario. Lo stesso vale per la compensazione delle perdite di entrate dovuta alla cancellazione di grandi eventi e di congressi (turismo MICE). È perciò inspiegabile che il Governo grigionese non sia disposto ad accettare il relativo incarico inoltrato da Philipp Wilhelm. D’altro canto, la frazione PS è soddisfatta del sistema adottato per i test Covid da parte dei Grigioni. Il Consigliere di Stato Peter Peyer e la cellula di crisi grigionese stanno facendo un lavoro a carattere pionieristico per tutta la Svizzera e gettando in particolare le basi per la rapida identificazione e il contenimento delle nuove varianti Covid. Questa strategia deve essere portata avanti con coerenza – soprattutto nelle scuole.

Inoltre, il gruppo parlamentare socialista ha discusso la prima fase della riforma della giustizia e sostiene all’unanimità l’elezione di giudici straordinari. La frazione accoglie anche l’adeguamento della struttura organizzativa delle autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA). La relativa procedura di consultazione è stata esemplare e il PS sostiene quindi all’unanimità la relativa revisione della legge d’introduzione al Codice civile svizzero. Infine, il PS è del parere che l’iniziativa popolare cantonale “Per una caccia rispettosa della natura ed etica” debba essere chiaramente respinta. I promotori sollevano alcune preoccupazioni giustificate (ad esempio il divieto di caccia agli uccelli), ma nel complesso l’iniziativa è un attacco frontale alla caccia e a lungo termine non può essere applicata in modo ragionevole.

Seit dem Bundesgerichtsurteil von 2019 ist klar, das Wahlsystem für den Grossen Rat muss angepasst werden. Seit Jahrzehnten setzt sich die SP Graubünden dafür ein, dass endlich ein Wahlmodus gefunden wird, der garantiert, dass jede Stimme im ganzen Kanton gleich viel zählt. Nun schlägt die Kommission für Staatspolitik und Strategie (KSS) mit dem Modell C eine Kompromissvariante vor, die dieses zentrale Kriterium erfüllt. Unter diesen Bedingungen ist die SP Graubünden bereit, ihre hängige Initiative «90 sind genug» zurückzuziehen.

Die SP hatte sich in der Vergangenheit dafür ausgesprochen, dass alle relevanten politischen Kräfte im Kanton sich gemeinsam an einen Tisch setzen, um eine nachhaltige Kompromisslösung zu finden. Für die SP war immer klar, ein Modell, das den Kanton spaltet, die Stimmen ungleich zählt, Minderheiten noch mehr benachteiligt und Rechtsunsicherheit mit sich bringt (Modell E) kann kein Zukunftsmodel für unseren vielfältigen Kanton sein. Die SP ist daher erfreut, dass die Kommission für Staatspolitik und Strategie (KSS) nach vielen Gesprächen einen breitabgestützten Kompromiss vorlegen kann, der von fast allen Parteien getragen wird (SP, BDP, FDP, SVP, Grüne, GLP). 

Der Vorschlag der KSS ist ein auf Graubünden zugeschnittenes Wahlsystem. Die bestehende regionale Vielfalt wird erhalten und dank des fairen «doppelten Pukelsheim»-Mechanismus bekommen endlich Minderheiten auch in kleineren Wahlkreisen eine Wahlchance. Mit dem Kompromissvorschlag müssen keine Kreise und Gemeinden gespalten werden und in allen Wahlkreisen wird nach dem gleichen Wahlsystem gewählt. Dieser Vorschlag ist auch eindeutig rechtskonform, da er in diversen anderen Kantonen bereits erfolgreich umgesetzt ist (SH, SZ, ZG, AG, NW, ZH). Die SP hätte sich anstelle der bestehenden Wahlkreise die elf Regionen als neue Wahlkreise gewünscht, kann aber das Anliegen der breiten regionalen Verankerung nachvollziehen und im Sinne eines Kompromisses diese Lösung mittragen.

SP bereit zum Rückzug ihrer Initiative

2017 hatte die SP Graubünden die Initiative «90 sind genug» lanciert. Dies aus der tiefen Überzeugung heraus, dass der Grosse Rat endlich reformiert werden muss. So bestand bei den letzten Grossratswahlen im Jahr 2018 in über einem Dutzend Wahlkreisen keine (Aus)Wahl, da das bisherige Wahlsystem echten Wettbewerb verhindert. Konsequenz daraus: Im Rat sitzen primär ältere, männliche Politiker. Die Frauen, die Jugend, die Minderheiten – sie alle sind untervertreten. Die Initiative hätte durch eine Verkleinerung zu mehr Wettbewerb, zu neuen Wahlkreisen und dadurch zu mehr Vielfalt geführt. 
Unter der Bedingung, dass als alleiniger Vorschlag (keine Variantenabstimmung) dem Volk das «Modell C» (Doppelproporz in den bestehenden Kreisen) vorgelegt wird, ist die SP Graubünden nun aber bereit ihre Initiative zurückzuziehen. Die SP ist grundsätzlich nach wie vor der Meinung, dass 90 Parlamentarier*innen genügen würden. Das neue Wahlsystem garantiert aber, dass endlich in allen Kreisen Wettbewerb herrscht. Damit ist sichergestellt, dass überall Auswahl für die Bürgerinnen und Bürger bestehen wird. Die jahrelange Forderung der SP – die Erfolgswertgleichheit (jede Stimme zählt gleich) – wird mit diesem Modell endlich erreicht. 

Die SP setzt sich im Februar in Davos in der Grossratssession für diesen breit abgestützten Kompromiss ein. Es ist Zeit, dass die Querelen um das Wahlsystem endlich der Vergangenheit angehören.