Die SP Graubünden empfiehlt überzeugt ein Ja zu den eidgenössischen Abstimmungsvorlagen vom 29. November. Mit einem JA zur Konzernverantwortungs-Initiative und zur Kriegsgeschäfte-Initiative leisten wir einen Beitrag zum globalen Frieden und zum Schutz von Mensch und Umwelt. 

Die Initiative für die Konzernverantwortung verlangt, was eigentlich bereits heute selbstverständlich sein müsste. Konzerne mit Sitz in der Schweiz sollen hier dafür haften, wenn sie bei ihren Geschäften im Ausland Menschenrechte und minimalste Umweltstandards verletzen. Die meisten Konzerne halten sich heute an solche Vorgaben. Es gibt aber leider einige Konzerne, die sich ohne Skrupel über minimalste Umweltstandards hinwegsetzen und Menschenrechte kalten Herzens ignorieren. Solche Konzerne verschaffen sich gegenüber den fair agierenden Firmen Konkurrenzvorteile, zum Beispiel durch Kinderarbeit oder durch das sorglose Verschmutzen von Flüssen und ganzen Ökosystemen. Mit einem JA zur Konzernverantwortungs-Initiative müssen künftig auch diese Konzerne für ihre Vergehen haften. Das schützt nicht nur Mensch und Umwelt, sondern es ist auch gerecht gegenüber dem überwiegenden Grossteil der Schweizer Firmen und Konzernen, die schon heute Menschenrechte und Umweltstandards hochhalten und einhalten.

JA zur globalen Verantwortung

Jedes Jahr sterben weltweit zehntausende Menschen durch Kriege und bewaffnete Konflikte. Millionen werden verletzt, traumatisiert und zur Flucht gezwungen. Gleichzeitig machen internationale Rüstungsunternehmen Milliarden-Profite mit Waffenverkäufen an Konfliktparteien. Dabei spielt auch Geld aus der Schweiz eine Rolle. Milliarden Schweizer Franken aus Finanzinstituten fliessen in das blutige Geschäft mit Rüstungsgütern. Mit der Kriegsgeschäfte-Initiative wird die Finanzierung von Kriegsmaterial-Produzenten durch Schweizer Geld gebremst. Pensionskassen, Finanzinstitute und die Nationalbank sollen keine Investitionen in Firmen mehr tätigen, die mehr als 5 Prozent ihres Jahresumsatzes mit der Herstellung von Kriegsmaterial erzielen. Als reiches Land mit einer grossen humanitären Tradition und einem der bedeutendsten Finanzplätze der Welt trägt die Schweiz Verantwortung. Mit einem JA zur Kriegsgeschäfte-Initiative leisten wir einen nachhaltigen Beitrag zu einer friedlicheren Welt.

Sotto la presidenza di Conradin Caviezel e nel rispetto delle misure per il contenimento del COVID-19, la frazione PS al Gran Consiglio retico si è riunita a Coira il 7 ottobre. Al centro delle discussioni in preparazione della sessione di ottobre vi è stata la strategia per la promozione culturale nel Cantone dei Grigioni.

La frazione PS è molto soddisfatta della strategia presentata dal Governo e che è stata elaborata con il coinvolgimento di esperti. Le tre priorità della strategia sono state scelte in modo accorto e possono dare impulsi molto positivi al Cantone. La strategia per la promozione culturale costituisce la base per un Cantone dei Grigioni che vuole puntare sulla cultura offrendo un’ampia gamma di eventi di alta qualità alla popolazione locale e ai visitatori.

Tuttavia, una strategia è buona solo quando è assicurato il suo finanziamento. Per evitare che resti un progetto nel cassetto, la messa in atto della strategia per la promozione della cultura necessita ora di risorse finanziarie: il PS sostiene perciò la richiesta di una decisione di principio per garantirne il finanziamento, come proposto dalla competente Commissione del Gran Consiglio. Pur ritenendo che i 3 milioni di franchi all’anno proposti da una netta maggioranza della Commissione siano insufficienti e preferendo un aumento di questo importo a circa 4-5 milioni, la frazione PS accetta questo compromesso e lo sosterrà unanimemente durante la sessione parlamentare.

La prevista revisione della legge sulle imposte non trova il sostegno della frazione. È infatti prevista una massiccia riduzione delle imposte sulle rendite del capitale previdenziale (in particolare delle casse pensioni). La maggioranza della competente Commissione del Gran Consiglio vorrebbe dimezzare l’aliquota. Questo taglio delle imposte andrà di fatto soltanto a beneficio dei milionari e comporterà allo stesso tempo perdite del gettito fiscale a sette cifre. È inspiegabile che la maggioranza della Commissione per l’economia e le tasse si spinga ancora più in là del Governo, tanto più che le aliquote d’imposta oggi in vigore sono in tutto paragonabili a quelle di altri cantoni simili al nostro, come il Vallese e Berna, e che già oggi si applicano aliquote assai più basse rispetto a quelle, p. es., del Canton Zurigo. Come nel caso della riforma dell’imposizione delle imprese o delle tasse di successione, ancora una volta si vorrebbe fare una politica in favore dell’1-2 per cento più ricco della popolazione. Il PS si oppone fermamente a questo tipo di politica fiscale che non va a vantaggio delle piccole e medie imprese e comporta notevoli perdite fiscali.

La fusione dei due comuni di Coira e Haldenstein è stata infine salutata con favore e il rapporto sull’efficacia della perequazione fiscale è stato studiato in modo dettagliato. In linea di principio, ritiene la frazione PS, il regime di perequazione fiscale funziona bene, ma in futuro si dovrà prestare particolare attenzione alla compensazione degli oneri sociali, che in prospettiva dovrà essere rafforzata.

Ulteriori informazioni:

Conradin Caviezel, Presidente della frazione del PS, 078 808 58 50

Nella legge elettorale il Governo punta sulla divisione e sull’incertezza giuridica, piuttosto che sulla diversità e la stabilità. Questo è scandaloso. Nella procedura di consultazione la maggioranza voleva una proposta di compromesso che avrebbe fatto finalmente chiarezza nel sistema del diritto di voto. Il Governo ha ceduto al cartello del potere grigionese, a scapito dei giovani, delle donne e della democrazia.

La legge elettorale vigente è incostituzionale e deve essere perciò riformata. Ad alta voce è stata richiesta una soluzione durabile nel tempo che riporti stabilità. Le discussioni sul sistema di voto vanno avanti da troppo tempo. Con il suo disegno di legge messo in consultazione, il Governo ha proposto una soluzione di compromesso: il mantenimento dei circoli elettorali con l’introduzione del sistema proporzionale con elementi maggioritari. Questa soluzione avrebbe tenuto conto delle diversità regionali e allo stesso tempo avrebbe dato più opportunità ai giovani, alle donne e alle minoranze. Inoltre, la proposta di compromesso non avrebbe diviso i circoli elettorali e i comuni e nessun circolo avrebbe avuto un sistema elettorale speciale. Questa proposta sarebbe stata chiaramente conforme alla legge in quanto già in vigore in diversi altri cantoni.

Secondo il messaggio, questo compromesso aveva trovato il sostegno più grande tra i partecipanti della procedura di consultazione. È scandaloso che il Governo lasci cadere la sua proposta di compromesso che aveva sostenuto attivamente, privilegiando un sistema che spacca il Cantone. Circoli elettorali e comuni verrebbero divisi, come per esempio Davos e l’Engadina Alta, contro la loro volontà. Coira e i Cinque villaggi voterebbero con un sistema speciale e i loro voti varrebbero meno di quelli degli altri circoli elettorali. Questo incomprensibile cambiamento di rotta è spiegabile solamente per il fatto che Il Governo si è piegato alla volontà del cartello del potere. Il Governo giustifica questo cambiamento unicamente con le prese di posizione delle tre più grandi frazioni del Gran Consiglio. L’opinione delle associazioni e specialmente dei comuni sembra non contare nulla. Questa decisione è tanto più preoccupante visto che il sistema elettorale proposto è chiaramente e di nuovo incostituzionale. La suddivisione in sistema elettorale proporzionale e maggioritario è arbitraria (ad esempio, è inspiegabile perché a Domat/Ems valga il maggioritario mentre a Untervaz si elegge con il proporzionale) e, d’altra parte, diversi circoli con il sistema maggioritario sono troppo grandi per un sistema misto. 

Con questo messaggio, il Governo ha completamente fallito in termini di contenuti, in termini giuridici e democratici. Il PS Grigioni si opporrà fermamente a questa proposta e invita tutte le forze politiche rilevanti del Gran Consiglio a sedersi a un tavolo per una soluzione duratura. È necessario un sistema che tenga conto anche dei giovani e delle donne, che sia stabile e dal punto di vista giuridico ineccepibile e che unisca il Cantone e non lo divida.

Ulteriori informazioni:

Philipp Wilhelm, Presidente del PS Grigioni, 079 318 77 38

Conradin Caviezel, Presidente della frazione del PS, 078 808 58 50

La scorsa domenica il PS Grigioni ha tenuto il suo Congresso, da principio previsto per il mese di marzo, ma posticipato a causa del coronavirus. Gli organi sono stati rinnovati per essere pronti alle sfide dei prossimi anni; inoltre sono state formulate le raccomandazioni di voto per il 27 settembre.

Che sia capace di rinnovarsi, negli ultimi anni il PS Grigioni lo ha sempre dimostrato. In Gran Consiglio presenta la frazione di gran lunga più giovane e lo scorso autunno le cittadine e i cittadini del Cantone hanno eletto al Consiglio nazionale, al posto di Silva Semadeni (che non si è candidata per un’altra legislatura), due giovani talenti del PS: Sandra Locher Benguerel e Jon Pult. Proprio loro, insieme al presidente del PS Grigioni Philipp Wilhelm, hanno accomiatato la scorsa domenica Silva Semadeni quale consigliera nazionale e Lukas Horrer quale segretario del partito. 

Elezioni che segneranno il futuro

All’ordine del giorno vi era pure il futuro del partito. Julia Müller, la più giovane granconsigliera, è stata eletta vicepresidente. Con questa nomina il PS Grigioni è riuscito nuovamente a ringiovanirsi. Alla direzione del partito sono stati eletti dodici nuovi membri, in sostituzione di otto membri uscenti.

Elezioni interne che segneranno il futuro sono attese anche a livello del Partito socialista svizzero. Ospiti del Congresso a Coira sono stati la consigliera nazionale Mattea Meyer e il consigliere nazionale Cédric Wermuth, che insieme si sono candidati alla presidenza del PSS in sostituzione di Christian Levrat. I due giovani candidati sono stati messi alla prova con domande critiche o, talvolta, più scherzose dal consigliere di Stato Peter Peyer. 

QUATTRO VOLTE NO, UNA VOLTA SÌ

Al centro dell’attenzione del Congresso vi sono state anche le votazioni federali del 27 settembre. Le raccomandazioni di voto degli 85 membri presenti sono state molto chiare, non da ultimo perché alcuni oggetti di voto risalgano a decisioni prese da tempo nel corso della legislatura dell’Assemblea federale conclusasi nel 2019.

No all’inganno delle deduzioni fiscali per i figli

Con la modifica della Legge federale sull’imposta federale diretta si aumenterebbero le deduzioni generali per i figli da 6’500 a 10’000 franchi per ciascun figlio. Ciò sembra allettante ed è presentato come uno strumento di promozione delle famiglie, ma si tratta in realtà di un inganno: praticamente solo coppie con un reddito molto alto approfitterebbero di questa misura e ne beneficerebbe dunque solo il 6% delle economie domestiche. I costi a danno delle casse federali sarebbero però molto alti – 370 milioni di franchi per ogni anno – e finirebbero per essere pagati dal ceto medio.

Il PS Grigioni raccomanda all’unanimità di votare NO alla «Modifica della Legge federale sull’imposta federale diretta».

NO alla pericolosa iniziativa per la disdetta

Lo stesso titolo dell’iniziativa «Per un’immigrazione moderata» presentata dall’UDC è fuorviante, perché vorrebbe dare a intendere di avere come obiettivo una limitazione «contenuta» dell’immigrazione in Svizzera, mentre di fatto mira concretamente alla disdetta dell’accordo sulla libera circolazione all’interno dell’UE e ciò significherebbe senz’altro la fine degli accordi bilaterali come pure delle misure di accompagnamento. Questo danneggerebbe gravemente l’economia svizzera (inclusa quella del Cantone dei Grigioni, con la sua vocazione al turismo) e sarebbe inoltre un attacco frontale alla protezione dei salari di tutti coloro che lavorano in Svizzera.

Il PS Grigioni raccomanda all’unanimità di votare NO all’«Iniziativa per un’immigrazione moderata».

NO alla malriuscita revisione della Legge sulla caccia

Invece di regolare pragmaticamente la presenza del lupo nel nostro Paese, il Parlamento della passata legislatura ha voluto largamente esagerare. Il castoro, la lince, l’airone cinerino e tante altre specie sono oggi protette dalla legge in modo meno efficace. La revisione proposta dal Parlamento è complicata e contravviene alla ripartizione delle competenze tra Confederazione (protezione) e Cantoni (caccia). In ultima analisi la revisione porta a un aumento della burocrazia e a una minore protezione delle specie animali. È invece necessaria una nuova legge che renda possibile una regolamentazione pragmatica della presenza del lupo.

Il PS Grigioni raccomanda a larghissima maggioranza di votare NO alla «Revisione della Legge sulla caccia».

Sì al congedo di paternità 

La crisi dovuta al coronavirus ha mostrato quanto importante sia per le famiglie il lavoro di custodia dei figli e come anche i padri giochino in questo contesto un ruolo centrale. Un congedo di paternità è perciò più che mai importante. Con la revisione della Legge sulle indennità di perdita di guadagno i padri potranno in futuro usufruire di fatto di sole due settimane di tempo per la famiglia, ma si tratta ad ogni modo di un primo passo per una maggiore condivisione della responsabilità all’interno delle famiglie.

Il PS Grigioni raccomanda all’unanimità di votare SÌ alla «Revisione della Legge sulle indennità di perdita di guadagno».

NO agli aerei di combattimento di lusso

Il Consiglio federale vuole comprare aerei da combattimento per 6 miliardi di franchi. Questi soldi mancheranno altrove: per il sovvenzionamento dei premi di cassa malati, per le pensioni e per la protezione del clima. Se si tiene anche conto dei costi di manutenzione, i nuovi aerei costeranno 24 miliardi di franchi. Per adempiere i compiti di polizia aerea sarebbero sufficienti aerei più leggeri e a buon mercato. 

Il PS Grigioni raccomanda, con un solo voto contrario, di votare NO al «Decreto federale concernente l’acquisto di nuovi aerei di combattimento».

Der Parteivorstand der SP Graubünden empfiehlt im Hinblick auf die Abstimmung vom 10. Februar ein JA zur Zersiedelungsinitiative.

Der Umgang mit dem Boden in der Schweiz ist verschwenderisch. Immer mehr Bauland verdrängt immer mehr Kulturland und die Zersiedelung schreitet weiter voran. Die bisherige Raumplanungspolitik greift hier zu wenig. Noch immer wird in der Schweiz pro Sekunde ein Quadratmeter Landschaft überbaut. Um den fortschreitenden Verlust von Grünflächen zu stoppen braucht es darum griffigere Lösungen.

Mit der Initiative «Zersiedelung stoppen – für eine nachhaltige Siedlungsentwicklung» wird einer schädlichen Entwicklung wirksam Einhalt geboten. Durch Kompensation von neu eingezonten Bauzonen kann Kulturland erhalten und eine nachhaltige und qualitativ hochwertige Siedlungsentwicklung nach innen gefördert werden. Die SP Graubünden setzt sich für einen sorgsamen und haushälterischen Umgang mit unserer wichtigen Ressource Boden ein und empfiehlt daher am 10. Februar ein JA zur Zersiedelungsinitiative in die Urne zu legen.

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Für Machthaber wie Trump, Putin oder Erdogan sind internationale Regeln wie der Menschenrechtsschutz längst zweitrangig. Mit der Selbstbestimmungsinitiative würde auch die Schweiz diesen Pfad beschreiten. Für die SP Graubünden ist klar: Wir machen nicht mit!

NEIN zum Angriff auf die Menschenrechte – Nein zur SBI
Weltweit stellen Länder und Machthaber den internationalen Menschenrechtsschutz in Frage. Ein starkes Bekenntnis zum Schutz der Menschenrechte ist darum wichtiger denn je. Die Selbstbestimmungsinitiative macht das Gegenteil. Sie greift die Menschenrechte frontal an und damit den Schutz der BürgerInnen vor Willkür durch den Staat. Die Initiative ist brandgefährlich und schwächt die Schweiz empfindlich. Denn internationales Recht schützt vor allem kleine Länder vor der Machtpolitik der Weltmächte. In einer Welt, in der es keine Regeln zwischen den Staaten gibt, bestimmen Herrscher wie Trump, Putin und Erdogan, was mit der Welt geschieht. Es liegt im ureigenen Interesse der Schweiz, internationale Regeln zu schützen und zu achten. Auch darum gehört die Selbstbestimmungsinitiative klar abgelehnt.

NEIN zu privaten Versicherungsspionen
Die gesetzliche Grundlage zur Überwachung von Versicherten wurde von der Versicherungslobby gezimmert. Die Versicherungen hätten bei einem JA mehr Überwachungsmittel zur Verfügung als die Polizei zur Ermittlung von Straftätern. Leistungsempfängerinnen und -empfänger von Krankenkassen, Invalidenversicherung oder Suva könnten von unqualifizierten Privatdetektiven bis in die Wohnräume ausspioniert werden – nicht auf Anordnung eines Richters, sondern der Versicherungen selbst. Für die SP ist klar, Missbrauchsbekämpfung ist wichtig, dieses Gesetz trifft aber alle, geht deutlich zu weit, höhlt den Schutz der Privatsphäre aus und gehört daher abgelehnt.

NEIN zum erneuten Umkrempeln der Bündner Bildung
Die zwei Initiativen mit dem verfälschenden Titel «Gute Schule Graubünden» lehnt die SP klar ab. Die Initianten wollen den bereits eingeführten Lehrplan 21 Graubünden rückwirkend wieder abschaffen. Gleiche Initiativen wurden in anderen Kantonen vom Volk deutlich abgelehnt. Eine Sonderlösung wäre für die Bündner Schülerinnen und Schüler schlecht. Überhaupt muss nach vielen Reformen etwas Ruhe in die Schulpolitik und den Schulalltag einkehren. Kurz nach Einführung des Lehrplan 21 nun die ganze Schullandschaft wieder auf den Kopf zu stellen, ist kein Dienst an den Kindern.

Ja zur Hornkuh-Initiative
Jahrelang versuchten Armin und Claudia Capaul, ihr Tierwohlanliegen in die Schweizer Agrarpolitik einzubringen. Sie weisen darauf hin, dass die Enthornung von Tieren schmerzhaft und problematisch ist, da die Hörner im Sozial- und Kommunikationsprozess der Tiere eine wichtige Rolle spielen. Für die SP ist die Initiative aus Tierwohlgründen unterstützenswert, zumal sie auch moderat ist. Denn Enthornungen werden nicht verboten, sondern die tierfreundlichere Haltung soll abgegolten werden. Die Kosten dafür würden sich auf weniger als 1 Prozent des gesamten Agrarbudgets belaufen und sind damit problemlos finanzierbar.

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Die SP Graubünden ist mit dem Ausgang der Abstimmungen überaus zufrieden. Das deutliche Nein der Bündnerinnen und Bündner zur Fremdspracheninitiative ist ein starkes Bekenntnis zur kulturellen Vielfalt in unserem Kanton. Die Dreisprachigkeit Graubündens geht gestärkt aus diesem Abstimmungssonntag hervor. Zudem will die Bevölkerung offensichtlich keine Rückschritte in der Schule hinnehmen. Das ist auch im Hinblick auf die Doppelinitiative wichtig, die im November zur Abstimmung gelangt. Denn deren beiden Vorlagen wollen nicht bloss den Fremdsprachenunterricht umkrempeln, sondern den gerade eben eingeführten neuen Lehrplan abschaffen.

Auch das klare Ja zum Bundesbeschluss Velo freut die SP. Damit sollen die Velowegnetze in der Schweiz attraktiver und günstiger werden. Jetzt sind der Kanton und die Gemeinden gefordert, diesen deutlichen Volksauftrag auch umzusetzen, denn sie bleiben auch mit dem Bundesbeschluss für die für Planung, Bau, Unterhalt und Betrieb der Fuss-, Wander- und Velowegnetze zuständig.

Erfreulich ist auch das klare Nein zur Ernährungssouveränitätsinitiative. Die Stimmbevölkerung hat protektionistischen Bestrebungen in der Landwirtschaftspolitik eine deutliche Abfuhr erteilt. Die von der Initiative verlangten Zölle wären eine unsoziale Kopfsteuer gewesen. Das Abstimmungsresultat lässt sich auch als Bekenntnis zur bisherigen Landwirtschaftspolitik interpretieren. Wer eine soziale Landwirtschaftspolitik will, der setzt nämlich auf Direktzahlungen statt auf Kopfsteuern. Schliesslich ist das Nein vor allem für die Berglandwirtschaft erfreulich, die von der Qualitätsoffensive der bisherigen Agrarpolitik massgeblich profitiert.

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Am 4. März sagt die Stimmbevölkerung in der Schweiz deutlich Nein zum Sendeschluss und lehnt die gefährliche No-Billag Initiative deutlich ab. Die SP Graubünden ist hoch erfreut und erleichtert. Besonders hervorzuheben ist, dass Graubünden die Vorlage deutlicher ablehnte als der schweizerische Durchschnitt. Das klare Nein ist ein deutliches Bekenntnis zu den öffentlich-rechtlichen Medien in der Schweiz. Der Angriff der SVP ist gescheitert. Die SP ist überzeugt, dass es öffentliche Medien als zentraler Beitrag an die Medienvielfalt und an eine unabhängige und ausgewogene Berichterstattung braucht.

Bekenntnis zur Solidarität
Für Graubünden ist das deutliche Ergebnis besonders erfreulich. Ein radikaler Abbau der SRG hätte unseren dreisprachigen und peripher gelegenen Kanton ganz besonders getroffen. Das Nein der Schweizer Stimmbevölkerung ist darum auch ein Bekenntnis zur Vielfalt und zur Solidarität mit allen vier Landessprachen und den Randregionen. Das Nein war in Graubünden denn auch besonders deutlich. SVP und Gewerbeverband kassieren von der Bündner Stimmbevölkerung eine schallende Ohrfeige.

Es braucht Vorwärtsstrategie
Nach dem deutlichen Nein zu No-Billag braucht es zukunftsgerichtete Diskussionen. Es braucht eine Vorwärtsstrategie für die Medienlandschaft Schweiz. In Graubünden wurde die SP bereits aktiv. SP-Grossrat Manuel Atanes hat einen breit abgestützten Auftrag für eine Zukunftsschau auf die Bündner Medienlandschaft eingereicht.

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Die No-Billag-Initiative ist ein Angriff auf Bündner Kultur und Arbeitsplätze und auf die Medienvielfalt in unserem dreisprachigen Kanton. Die SP Graubünden kämpft auch darum für ein Nein am 4. März und ruft zur breiten Teilnahme an der Manifestation “gegen den Sendeschluss” vom 3. Februar in Chur auf.

Für die SP Graubünden ist klar: Die No-Billag-Initiative ist gefährlich. Darum wurde die SP früh aktiv. Im Herbst reichte Grosssrat Peter Peyer eine breit unterzeichnete Anfrage im Grossen Rat ein. Das Fazit der Bündner Regierung ist deutlich: Graubünden ist als einziger dreisprachiger Kanton von der “No Billag-Initiative” ganz speziell betroffen. So hat die Regierung zurecht die “No Billag-Initiative” zur Ablehnung empfohlen.

Von den Gebühren, die die Initianten abschaffen möchten, fliessen jährlich rund 32 Millionen Franken nach Graubünden. Damit werden nicht nur die Angebote von SRF, RSI und RTR in allen drei Kantonssprachen finanziert, sondern auch Radio und TV Südostschweiz erhalten wesentliche Beiträge. Mit der Initiative wird unser Kanton also nicht nur etliche Arbeitsplätze verlieren, sondern auch das vielfältige Medienangebot in allen drei Kantonssprachen. Es ist undenkbar, ein vergleichbares Angebot durch Private zu finanzieren. Die Märkte sind schlicht zu klein.

Für die SP Graubünden sind öffentliche Medien in unserer Demokratie unverzichtbar. Sie garantieren eine ausgewogene und qualitativ hochwertige Informationen in einer Zeit, in der die Medien immer stärker bei wenigen reichen Besitzern, die teilweise politische Interessen verfolgen, konzentriert werden. Die SP Graubünden will keine italienischen oder amerikanischen Medienverhältnisse.

Darum ruft die SP Graubünden auf, am 3. Februar an der Manifestation «gegen den Sendeschluss» teilzunehmen, welche aus den Reihen der Bündner Kulturschaffenden organisiert wird. Der Aufruf ist wichtig, denn letztlich ist gerade auch das Bündner Kulturschaffen auf die Kanäle der SRG angewiesen.

Umbestritten ist bei der SP Graubünden das Finanzhaushaltsgesetz. Die SP Graubünden empfiehlt hier ein Ja.

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