Il PS Grigioni prende atto con grande piacere e soddisfazione del molto chiaro SÌ della popolazione al nuovo sistema elettorale per il Gran Consiglio retico. Da quasi 100 anniil PS Grigioni si è infatti battuto per un sistema elettorale proporzionale che rispecchi meglio le esigenze della popolazione. Dopo molti tentativi falliti, ora il cambio di sistema è finalmente diventato una realtà. Si tratta di una giornata di votazioni che passerà alla storia, èinfatti il più grande passo in avanti per la democrazia nei Grigioni dall’introduzione del suffragio femminile negli anni 70 e 80 del secolo scorso. 

Una lunga battaglia per un sistema elettorale equo

Già nel 1928 il PS Grigioni aveva previsto nel suo programma l’introduzione del sistema proporzionale per il Gran Consiglio. Per quasi 100 anni sono stati fatti vari tentativi per cambiare l’ingiusto e poi ritenuto incostituzionale sistema elettorale maggioritario per il Gran Consiglio.Per decenni il PS si è preoccupato che anche le minoranze avessero una reale possibilità di elezione, purtroppo l’attuale sistema elettorale impedisce questo pluralismo. Per decenni, le stesse forze politiche sono state al potere nelle stesse valli sviluppando non di raro una monocultura politica con tutti gli svantaggi che questo comporta. Nei piccoli circolispesso non c’era competizione visto che una sola persona si candidava alle elezioni. Purtroppo, circa una mezza dozzina di referendum – alcuni dei quali con margini estremamente ristretti – non sono riusciti a cambiare il sistema.

Una sentenza del tribunale dalle conseguenze molto grandi 

La possibilità per un compromesso si è concretizzata solo dopo che il Tribunale federale nel 2019 ha giudicato il precedente sistema maggioritario incompatibile con la Costituzione federale e il PS aveva presentato l’iniziativa per ridurre i seggi del Gran Consiglio. In particolare l’allora PDC si è battuto per molto tempo, sia a livello nazionale che cantonale, contro il cambiamento del sistema elettorale presentando proposte assurde e ingiuste (p. es. limitare la competenza dei tribunali in questioni legate al sistema elettorale, suddividere singoli comuni in più circoli elettorali) con la sola motivazione di mantenere il proprio potere. Come dimostra il risultato della votazione di oggi, per fortuna questi tentativi alla fine sono stati infruttuosi.

Un grazie per l’impegno che è durato decenni

Il PS Grigioni vuole cogliere l’occasione per ringraziare tutti i membri del partito che più volte negli ultimi anni e decenni hanno lottato per un cambiamento del sistema elettorale. Senza questo grande e continuo impegno questa vittoria di portata storica non sarebbe mai stata possibile. Un ringraziamento va anche ai rappresentanti borghesi della Commissione strategica e di politica statale che si sono dimostrati disponibili alla richiesta del PS nel trovare un compromesso per garantire un futuro in cui nelle elezioni ogni voto conti allo stesso modo. Infine i ringraziamenti non meno importanti vanno naturalmente ai cittadini e alle cittadine grigionesi che hanno sostenuto questo “compromesso grigionese” e che così hanno dato fine alle polemiche degli ultimi decenni.

Uno sguardo alle elezioni 2022 con il sistema proporzionale

In futuro, la politica grigionese sarà più variegata, più interessante, più competitiva e speriamo anche più di sinistra e con più donne. Il PS Grigioni attende con trepidazione le prossime elezioni con il sistema proporzionale e farà di tutto per offrire alla popolazione di tutto il cantone la più ampia scelta possibile di candidati.

Il direttivo del PS Grigioni ha formulato le seguenti indicazioni di voto per i tre oggetti di voto cantonali e i cinque oggetti di voto a livello federale del prossimo 13 giugno.

SÌ al nuovo sistema elettorale cantonale

Il Cantone dei Grigioni ha bisogno di un nuovo sistema elettorale perché quello attuale è incostituzionale. Il cosiddetto “compromesso grigionese” è una buona soluzione. Si tratta di una scelta storica perché conserva tutti i circoli elettorali esistenti assicurando una rappresentanza anche alle valli più piccole. Allo stesso tempo questo sistema assicura però anche che ciascun voto abbia lo stesso peso e che una scelta tra i partiti sia possibile in tutti i circoli. Agglomerazioni e regioni periferiche, destra e sinistra, liberali e conservatori marciano tutti nella stessa direzione – e in tutte le regioni linguistiche. Per questo motivo il “compromesso grigionese” è stato accettato dal Gran Consiglio retico senza voti contrari. Respingere questo compromesso porterebbe al caos, perché bisognerebbe elaborare in fretta e furia un nuovo sistema elettorale che sarebbe sicuramente peggiore.
Altre informazioni e gli argomenti del comitato interpartitico a favore del “compromesso grigionese” possono essere consultati al sito: https://sistema-elettorale.gr.

NO all’abolizione dei contributi di maternità

I contributi di maternità sono una forma di sostegno semplice ed efficace per le famiglie che si trovano in difficoltà finanziarie. Il Cantone paga i contributi di maternità fino a 10 mesi dopo la nascita del bambino. L’abolizione della legge sui contributi di maternità colpisce particolarmente le madri single, quelle in una situazione economica difficile e le lavoratrici autonome. Il Governo sostiene che la soluzione pragmatica del sostegno con i contributi di maternità non sia necessaria: le famiglie che si trovano in difficoltà dovrebbero beneficiare dell’assistenza sociale. Tuttavia, in realtà l’assistenza sociale non sostituisce in modo adeguato i contributi di maternità: questa soluzione comporta dunque tagli sociali a scapito dei più poveri. Inoltre le spese verrebbero trasferite dal Cantone ai comuni, che sono infatti competenti per l’assistenza sociale. Il PS Grigioni esige una politica familiare al passo coi tempi e una lotta efficace alla povertà: per questi motivi raccomanda agli elettori di votare NO a questa ingannevole soluzione.
Ulteriori argomenti e informazioni sulla campagna sono consultabili al sito https://mube.gr

NO all’iniziativa popolare “Per una caccia rispettosa della natura ed etica”

Il PS Grigioni s’impegna per il benessere degli animali e per la protezione dell’ambiente. Tuttavia, la proposta dell’iniziativa popolare non conduce alla soluzione sperata, ma comporta anzi maggiori problemi per la caccia nel Cantone dei Grigioni.

SÌ alla legge sul CO2

La Svizzera e soprattutto la popolazione di montagna sono particolarmente colpite dalla crisi climatica: periodi di siccità, forti precipitazioni, scomparsa dei ghiacciai ecc. sono una vera e propria minaccia per l’economia e la sicurezza della popolazione grigione. La prevista legge sul CO2 che dovrebbe portare a una riduzione del 50% delle emissioni di gas serra entro il 2030 è un primo passo nella giusta direzione che è urgentemente necessario imboccare. Le misure in materia di tasse secondo il principio “chi inquina paga” sono ragionevoli e offrono incentivi per un comportamento consapevole a riguardo del cambiamento climatico. La promozione di investimenti rispettosi dell’ambiente è orientata al futuro e tiene conto della Svizzera quale polo di ricerca, promuove l’innovazione e crea nuovi posti di lavoro a livello regionale. Il PS Grigioni è fermamente favorevole alla proposta di legge e si rallegra dell’ampio sostegno trasversale che ha raccolto.

SÌ alla legge COVID-19

Accettando il disegno di legge si intendono approvare fondi economici che sono conquistati con fatica. Il disegno di legge non regola misure ampiamente discusse come l’obbligo di indossare una mascherina igienica, ma vuole sostenere le persone e le aziende finanziariamente penalizzate dalla crisi. Respingere questo disegno di legge porterebbe al caos e metterebbe in pericolo il sostentamento di molte persone.

SÌ all’iniziativa popolare “Acqua potabile pulita e cibo sano”

Il Cantone dei Grigioni ha un numero relativamente alto di aziende agricole biologiche. Tuttavia ci sono aree del nostro Cantone in cui sono presenti residui dell’erbicida Clorotalonil che superano il limite consentito. Riorientare le sovvenzioni è ragionevole e necessario.

SÌ all’iniziativa popolare “Per una Svizzera senza pesticidi sintetici”

Il declino della biodiversità è allarmante anche nel Cantone dei Grigioni. La moria di insetti è considerevole e colpisce l’intera catena alimentare. L’iniziativa popolare affronta questo problema e promette una soluzione ai pericoli per la salute causati dai pesticidi sintetici.

NO alla legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo

Il PS Grigioni è molto preoccupato per questo disegno di legge e lo respinge fermamente. Questa proposta comporta infatti l’abolizione della presunzione di innocenza, è un attacco ai diritti dei bambini e una minaccia alla democrazia a causa della possibile criminalizzazione dell’attivismo politico.

Testo: Nora Kaiser / Traduzione: Giuseppe Falbo

La direzione del PS Grigioni ha formulato le raccomandazioni di voto per i tre oggetti in votazione il prossimo 7 marzo.

NO al divieto di dissimulazione del viso

All’unanimità il PS Grigioni raccomanda di respingere l’iniziativa popolare «Sì al divieto di dissimulare il proprio viso». L’iniziativa prevede il divieto di dissimulare il volto su tutto il suolo pubblico; eccezioni sarebbero possibili per motivi di sicurezza, di salute, per proteggersi dal freddo nonché per in ragione di usanze locali. Il controprogetto indiretto del Consiglio federale e del Parlamento prevede invece l’obbligo di scoprire il viso a fini di identificazione da parte degli organi di polizia. In questo modo i promotori dell’iniziativa sostengo di voler arginare il pericolo dell’integralismo islamico, nonché quello rappresentato dagli hooligans, dai teppisti e dagli squatter della sinistra radicale. In realtà questo nuovo divieto non impedirà nessun attentato in Svizzera e non preverrà la radicalizzazione negli ambienti di religione musulmana; al contrario, i sentimenti antislamici saranno rafforzati. Questa ostilità sarà anzi proiettata sul corpo delle donne: una donna che indossa il burqa è infatti ritratta dai promotori dell’iniziativa come simbolo di oppressione e mancata integrazione. Tutto ad un tratto l’UDC vorrebbe presentarsi come il grande partito dell’uguaglianza tra i sessi che protegge le donne dalla violenza e promuove la loro integrazione. In realtà, con questo divieto di dissimulazione del viso iscritto nel testo della Costituzione federale, le donne obbligate ad indossare il velo saranno esposte al pericolo di una ulteriore marginalizzazione. Strumentalizzare il corpo femminile e l’uso dell’abbigliamento specifico di un genere è inoltre di per sé sbagliato e non giova alla parità tra i sessi. 

NO alla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica

Il PS Grigioni raccomanda inoltre all’unanimità di respingere la nuova legge federale sui servizi d’identificazione elettronica. La legge prevede la creazione di un passaporto elettronico che permetterà alle persone di avere sui servizi in rete un’identificazione elettronica personale; i servizi dello Stato e dei privati dovrebbero essere offerti attraverso un unico strumento identificativo. Il PS è a favore di una regolamentazione dell’identificazione elettronica in rete; la sua critica si basa perciò sulla questione di chi debba essere incaricato di fornire questo servizio. Nella proposta attuale la Confederazione si limiterebbe infatti a fornire i dati, mentre l’emissione stessa del passaporto elettronico dovrebbe essere affidata a fornitori privati. È incomprensibile che la Confederazione preveda che solo privati possano fungere da emittenti di un passaporto elettronico, assegnando a questi ultimi la responsabilità dell’archiviazione e dell’utilizzo dei nostri dati personali. Questa situazione apre più di uno spiraglio a potenziali abusi. Una gran parte della popolazione e anche alcuni Cantoni sono perciò contrari al passaporto elettronico emesso da privati e privilegiano una soluzione nelle mani dello Stato.

SÌ all’accordo di libero scambio con l’Indonesia

Con 21 voti a favore, 7 voti contrari e 4 astensioni il PS Grigioni raccomanda infine di accettare il decreto federale sull’esteso accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e l’Indonesia. La proposta è stata discussa e presentata da Fabian Molina (consigliere nazionale PS) e Ronja Jansen (presidente GISO Svizzera).La proposta riguarda in particolare l’importazione di olio di palma. Con questo accordo la Svizzera sta imboccando in quest’ambito la strada giusta perché le disposizioni doganali dipendono dalla certificazione dei prodotti. Far dipendere le concessioni doganali da una produzione sostenibile è in linea con un approccio che conceda un trattamento tariffario preferenziale ai beni prodotti in modo sostenibile. L’applicazione di un simile approccio è una novità con un grande potenziale per gli accordi commerciali svizzeri. Nonostante si siano fatti progressi in termini di sostenibilità, le critiche non sono tuttavia prive di fondamento: le previste possibilità di controllo e di sanzione non sono infatti sufficientemente incisive e il “label” previsto nell’accordo è criticato da molto tempo perché non soddisfa pienamente i criteri di sostenibilità.

Die SP Graubünden empfiehlt überzeugt ein Ja zu den eidgenössischen Abstimmungsvorlagen vom 29. November. Mit einem JA zur Konzernverantwortungs-Initiative und zur Kriegsgeschäfte-Initiative leisten wir einen Beitrag zum globalen Frieden und zum Schutz von Mensch und Umwelt. 

Die Initiative für die Konzernverantwortung verlangt, was eigentlich bereits heute selbstverständlich sein müsste. Konzerne mit Sitz in der Schweiz sollen hier dafür haften, wenn sie bei ihren Geschäften im Ausland Menschenrechte und minimalste Umweltstandards verletzen. Die meisten Konzerne halten sich heute an solche Vorgaben. Es gibt aber leider einige Konzerne, die sich ohne Skrupel über minimalste Umweltstandards hinwegsetzen und Menschenrechte kalten Herzens ignorieren. Solche Konzerne verschaffen sich gegenüber den fair agierenden Firmen Konkurrenzvorteile, zum Beispiel durch Kinderarbeit oder durch das sorglose Verschmutzen von Flüssen und ganzen Ökosystemen. Mit einem JA zur Konzernverantwortungs-Initiative müssen künftig auch diese Konzerne für ihre Vergehen haften. Das schützt nicht nur Mensch und Umwelt, sondern es ist auch gerecht gegenüber dem überwiegenden Grossteil der Schweizer Firmen und Konzernen, die schon heute Menschenrechte und Umweltstandards hochhalten und einhalten.

JA zur globalen Verantwortung

Jedes Jahr sterben weltweit zehntausende Menschen durch Kriege und bewaffnete Konflikte. Millionen werden verletzt, traumatisiert und zur Flucht gezwungen. Gleichzeitig machen internationale Rüstungsunternehmen Milliarden-Profite mit Waffenverkäufen an Konfliktparteien. Dabei spielt auch Geld aus der Schweiz eine Rolle. Milliarden Schweizer Franken aus Finanzinstituten fliessen in das blutige Geschäft mit Rüstungsgütern. Mit der Kriegsgeschäfte-Initiative wird die Finanzierung von Kriegsmaterial-Produzenten durch Schweizer Geld gebremst. Pensionskassen, Finanzinstitute und die Nationalbank sollen keine Investitionen in Firmen mehr tätigen, die mehr als 5 Prozent ihres Jahresumsatzes mit der Herstellung von Kriegsmaterial erzielen. Als reiches Land mit einer grossen humanitären Tradition und einem der bedeutendsten Finanzplätze der Welt trägt die Schweiz Verantwortung. Mit einem JA zur Kriegsgeschäfte-Initiative leisten wir einen nachhaltigen Beitrag zu einer friedlicheren Welt.

Sotto la presidenza di Conradin Caviezel e nel rispetto delle misure per il contenimento del COVID-19, la frazione PS al Gran Consiglio retico si è riunita a Coira il 7 ottobre. Al centro delle discussioni in preparazione della sessione di ottobre vi è stata la strategia per la promozione culturale nel Cantone dei Grigioni.

La frazione PS è molto soddisfatta della strategia presentata dal Governo e che è stata elaborata con il coinvolgimento di esperti. Le tre priorità della strategia sono state scelte in modo accorto e possono dare impulsi molto positivi al Cantone. La strategia per la promozione culturale costituisce la base per un Cantone dei Grigioni che vuole puntare sulla cultura offrendo un’ampia gamma di eventi di alta qualità alla popolazione locale e ai visitatori.

Tuttavia, una strategia è buona solo quando è assicurato il suo finanziamento. Per evitare che resti un progetto nel cassetto, la messa in atto della strategia per la promozione della cultura necessita ora di risorse finanziarie: il PS sostiene perciò la richiesta di una decisione di principio per garantirne il finanziamento, come proposto dalla competente Commissione del Gran Consiglio. Pur ritenendo che i 3 milioni di franchi all’anno proposti da una netta maggioranza della Commissione siano insufficienti e preferendo un aumento di questo importo a circa 4-5 milioni, la frazione PS accetta questo compromesso e lo sosterrà unanimemente durante la sessione parlamentare.

La prevista revisione della legge sulle imposte non trova il sostegno della frazione. È infatti prevista una massiccia riduzione delle imposte sulle rendite del capitale previdenziale (in particolare delle casse pensioni). La maggioranza della competente Commissione del Gran Consiglio vorrebbe dimezzare l’aliquota. Questo taglio delle imposte andrà di fatto soltanto a beneficio dei milionari e comporterà allo stesso tempo perdite del gettito fiscale a sette cifre. È inspiegabile che la maggioranza della Commissione per l’economia e le tasse si spinga ancora più in là del Governo, tanto più che le aliquote d’imposta oggi in vigore sono in tutto paragonabili a quelle di altri cantoni simili al nostro, come il Vallese e Berna, e che già oggi si applicano aliquote assai più basse rispetto a quelle, p. es., del Canton Zurigo. Come nel caso della riforma dell’imposizione delle imprese o delle tasse di successione, ancora una volta si vorrebbe fare una politica in favore dell’1-2 per cento più ricco della popolazione. Il PS si oppone fermamente a questo tipo di politica fiscale che non va a vantaggio delle piccole e medie imprese e comporta notevoli perdite fiscali.

La fusione dei due comuni di Coira e Haldenstein è stata infine salutata con favore e il rapporto sull’efficacia della perequazione fiscale è stato studiato in modo dettagliato. In linea di principio, ritiene la frazione PS, il regime di perequazione fiscale funziona bene, ma in futuro si dovrà prestare particolare attenzione alla compensazione degli oneri sociali, che in prospettiva dovrà essere rafforzata.

Ulteriori informazioni:

Conradin Caviezel, Presidente della frazione del PS, 078 808 58 50

Nella legge elettorale il Governo punta sulla divisione e sull’incertezza giuridica, piuttosto che sulla diversità e la stabilità. Questo è scandaloso. Nella procedura di consultazione la maggioranza voleva una proposta di compromesso che avrebbe fatto finalmente chiarezza nel sistema del diritto di voto. Il Governo ha ceduto al cartello del potere grigionese, a scapito dei giovani, delle donne e della democrazia.

La legge elettorale vigente è incostituzionale e deve essere perciò riformata. Ad alta voce è stata richiesta una soluzione durabile nel tempo che riporti stabilità. Le discussioni sul sistema di voto vanno avanti da troppo tempo. Con il suo disegno di legge messo in consultazione, il Governo ha proposto una soluzione di compromesso: il mantenimento dei circoli elettorali con l’introduzione del sistema proporzionale con elementi maggioritari. Questa soluzione avrebbe tenuto conto delle diversità regionali e allo stesso tempo avrebbe dato più opportunità ai giovani, alle donne e alle minoranze. Inoltre, la proposta di compromesso non avrebbe diviso i circoli elettorali e i comuni e nessun circolo avrebbe avuto un sistema elettorale speciale. Questa proposta sarebbe stata chiaramente conforme alla legge in quanto già in vigore in diversi altri cantoni.

Secondo il messaggio, questo compromesso aveva trovato il sostegno più grande tra i partecipanti della procedura di consultazione. È scandaloso che il Governo lasci cadere la sua proposta di compromesso che aveva sostenuto attivamente, privilegiando un sistema che spacca il Cantone. Circoli elettorali e comuni verrebbero divisi, come per esempio Davos e l’Engadina Alta, contro la loro volontà. Coira e i Cinque villaggi voterebbero con un sistema speciale e i loro voti varrebbero meno di quelli degli altri circoli elettorali. Questo incomprensibile cambiamento di rotta è spiegabile solamente per il fatto che Il Governo si è piegato alla volontà del cartello del potere. Il Governo giustifica questo cambiamento unicamente con le prese di posizione delle tre più grandi frazioni del Gran Consiglio. L’opinione delle associazioni e specialmente dei comuni sembra non contare nulla. Questa decisione è tanto più preoccupante visto che il sistema elettorale proposto è chiaramente e di nuovo incostituzionale. La suddivisione in sistema elettorale proporzionale e maggioritario è arbitraria (ad esempio, è inspiegabile perché a Domat/Ems valga il maggioritario mentre a Untervaz si elegge con il proporzionale) e, d’altra parte, diversi circoli con il sistema maggioritario sono troppo grandi per un sistema misto. 

Con questo messaggio, il Governo ha completamente fallito in termini di contenuti, in termini giuridici e democratici. Il PS Grigioni si opporrà fermamente a questa proposta e invita tutte le forze politiche rilevanti del Gran Consiglio a sedersi a un tavolo per una soluzione duratura. È necessario un sistema che tenga conto anche dei giovani e delle donne, che sia stabile e dal punto di vista giuridico ineccepibile e che unisca il Cantone e non lo divida.

Ulteriori informazioni:

Philipp Wilhelm, Presidente del PS Grigioni, 079 318 77 38

Conradin Caviezel, Presidente della frazione del PS, 078 808 58 50

La scorsa domenica il PS Grigioni ha tenuto il suo Congresso, da principio previsto per il mese di marzo, ma posticipato a causa del coronavirus. Gli organi sono stati rinnovati per essere pronti alle sfide dei prossimi anni; inoltre sono state formulate le raccomandazioni di voto per il 27 settembre.

Che sia capace di rinnovarsi, negli ultimi anni il PS Grigioni lo ha sempre dimostrato. In Gran Consiglio presenta la frazione di gran lunga più giovane e lo scorso autunno le cittadine e i cittadini del Cantone hanno eletto al Consiglio nazionale, al posto di Silva Semadeni (che non si è candidata per un’altra legislatura), due giovani talenti del PS: Sandra Locher Benguerel e Jon Pult. Proprio loro, insieme al presidente del PS Grigioni Philipp Wilhelm, hanno accomiatato la scorsa domenica Silva Semadeni quale consigliera nazionale e Lukas Horrer quale segretario del partito. 

Elezioni che segneranno il futuro

All’ordine del giorno vi era pure il futuro del partito. Julia Müller, la più giovane granconsigliera, è stata eletta vicepresidente. Con questa nomina il PS Grigioni è riuscito nuovamente a ringiovanirsi. Alla direzione del partito sono stati eletti dodici nuovi membri, in sostituzione di otto membri uscenti.

Elezioni interne che segneranno il futuro sono attese anche a livello del Partito socialista svizzero. Ospiti del Congresso a Coira sono stati la consigliera nazionale Mattea Meyer e il consigliere nazionale Cédric Wermuth, che insieme si sono candidati alla presidenza del PSS in sostituzione di Christian Levrat. I due giovani candidati sono stati messi alla prova con domande critiche o, talvolta, più scherzose dal consigliere di Stato Peter Peyer. 

QUATTRO VOLTE NO, UNA VOLTA SÌ

Al centro dell’attenzione del Congresso vi sono state anche le votazioni federali del 27 settembre. Le raccomandazioni di voto degli 85 membri presenti sono state molto chiare, non da ultimo perché alcuni oggetti di voto risalgano a decisioni prese da tempo nel corso della legislatura dell’Assemblea federale conclusasi nel 2019.

No all’inganno delle deduzioni fiscali per i figli

Con la modifica della Legge federale sull’imposta federale diretta si aumenterebbero le deduzioni generali per i figli da 6’500 a 10’000 franchi per ciascun figlio. Ciò sembra allettante ed è presentato come uno strumento di promozione delle famiglie, ma si tratta in realtà di un inganno: praticamente solo coppie con un reddito molto alto approfitterebbero di questa misura e ne beneficerebbe dunque solo il 6% delle economie domestiche. I costi a danno delle casse federali sarebbero però molto alti – 370 milioni di franchi per ogni anno – e finirebbero per essere pagati dal ceto medio.

Il PS Grigioni raccomanda all’unanimità di votare NO alla «Modifica della Legge federale sull’imposta federale diretta».

NO alla pericolosa iniziativa per la disdetta

Lo stesso titolo dell’iniziativa «Per un’immigrazione moderata» presentata dall’UDC è fuorviante, perché vorrebbe dare a intendere di avere come obiettivo una limitazione «contenuta» dell’immigrazione in Svizzera, mentre di fatto mira concretamente alla disdetta dell’accordo sulla libera circolazione all’interno dell’UE e ciò significherebbe senz’altro la fine degli accordi bilaterali come pure delle misure di accompagnamento. Questo danneggerebbe gravemente l’economia svizzera (inclusa quella del Cantone dei Grigioni, con la sua vocazione al turismo) e sarebbe inoltre un attacco frontale alla protezione dei salari di tutti coloro che lavorano in Svizzera.

Il PS Grigioni raccomanda all’unanimità di votare NO all’«Iniziativa per un’immigrazione moderata».

NO alla malriuscita revisione della Legge sulla caccia

Invece di regolare pragmaticamente la presenza del lupo nel nostro Paese, il Parlamento della passata legislatura ha voluto largamente esagerare. Il castoro, la lince, l’airone cinerino e tante altre specie sono oggi protette dalla legge in modo meno efficace. La revisione proposta dal Parlamento è complicata e contravviene alla ripartizione delle competenze tra Confederazione (protezione) e Cantoni (caccia). In ultima analisi la revisione porta a un aumento della burocrazia e a una minore protezione delle specie animali. È invece necessaria una nuova legge che renda possibile una regolamentazione pragmatica della presenza del lupo.

Il PS Grigioni raccomanda a larghissima maggioranza di votare NO alla «Revisione della Legge sulla caccia».

Sì al congedo di paternità 

La crisi dovuta al coronavirus ha mostrato quanto importante sia per le famiglie il lavoro di custodia dei figli e come anche i padri giochino in questo contesto un ruolo centrale. Un congedo di paternità è perciò più che mai importante. Con la revisione della Legge sulle indennità di perdita di guadagno i padri potranno in futuro usufruire di fatto di sole due settimane di tempo per la famiglia, ma si tratta ad ogni modo di un primo passo per una maggiore condivisione della responsabilità all’interno delle famiglie.

Il PS Grigioni raccomanda all’unanimità di votare SÌ alla «Revisione della Legge sulle indennità di perdita di guadagno».

NO agli aerei di combattimento di lusso

Il Consiglio federale vuole comprare aerei da combattimento per 6 miliardi di franchi. Questi soldi mancheranno altrove: per il sovvenzionamento dei premi di cassa malati, per le pensioni e per la protezione del clima. Se si tiene anche conto dei costi di manutenzione, i nuovi aerei costeranno 24 miliardi di franchi. Per adempiere i compiti di polizia aerea sarebbero sufficienti aerei più leggeri e a buon mercato. 

Il PS Grigioni raccomanda, con un solo voto contrario, di votare NO al «Decreto federale concernente l’acquisto di nuovi aerei di combattimento».

Der Parteivorstand der SP Graubünden empfiehlt im Hinblick auf die Abstimmung vom 10. Februar ein JA zur Zersiedelungsinitiative.

Der Umgang mit dem Boden in der Schweiz ist verschwenderisch. Immer mehr Bauland verdrängt immer mehr Kulturland und die Zersiedelung schreitet weiter voran. Die bisherige Raumplanungspolitik greift hier zu wenig. Noch immer wird in der Schweiz pro Sekunde ein Quadratmeter Landschaft überbaut. Um den fortschreitenden Verlust von Grünflächen zu stoppen braucht es darum griffigere Lösungen.

Mit der Initiative «Zersiedelung stoppen – für eine nachhaltige Siedlungsentwicklung» wird einer schädlichen Entwicklung wirksam Einhalt geboten. Durch Kompensation von neu eingezonten Bauzonen kann Kulturland erhalten und eine nachhaltige und qualitativ hochwertige Siedlungsentwicklung nach innen gefördert werden. Die SP Graubünden setzt sich für einen sorgsamen und haushälterischen Umgang mit unserer wichtigen Ressource Boden ein und empfiehlt daher am 10. Februar ein JA zur Zersiedelungsinitiative in die Urne zu legen.

Medienmitteilung (pdf)

Für Machthaber wie Trump, Putin oder Erdogan sind internationale Regeln wie der Menschenrechtsschutz längst zweitrangig. Mit der Selbstbestimmungsinitiative würde auch die Schweiz diesen Pfad beschreiten. Für die SP Graubünden ist klar: Wir machen nicht mit!

NEIN zum Angriff auf die Menschenrechte – Nein zur SBI
Weltweit stellen Länder und Machthaber den internationalen Menschenrechtsschutz in Frage. Ein starkes Bekenntnis zum Schutz der Menschenrechte ist darum wichtiger denn je. Die Selbstbestimmungsinitiative macht das Gegenteil. Sie greift die Menschenrechte frontal an und damit den Schutz der BürgerInnen vor Willkür durch den Staat. Die Initiative ist brandgefährlich und schwächt die Schweiz empfindlich. Denn internationales Recht schützt vor allem kleine Länder vor der Machtpolitik der Weltmächte. In einer Welt, in der es keine Regeln zwischen den Staaten gibt, bestimmen Herrscher wie Trump, Putin und Erdogan, was mit der Welt geschieht. Es liegt im ureigenen Interesse der Schweiz, internationale Regeln zu schützen und zu achten. Auch darum gehört die Selbstbestimmungsinitiative klar abgelehnt.

NEIN zu privaten Versicherungsspionen
Die gesetzliche Grundlage zur Überwachung von Versicherten wurde von der Versicherungslobby gezimmert. Die Versicherungen hätten bei einem JA mehr Überwachungsmittel zur Verfügung als die Polizei zur Ermittlung von Straftätern. Leistungsempfängerinnen und -empfänger von Krankenkassen, Invalidenversicherung oder Suva könnten von unqualifizierten Privatdetektiven bis in die Wohnräume ausspioniert werden – nicht auf Anordnung eines Richters, sondern der Versicherungen selbst. Für die SP ist klar, Missbrauchsbekämpfung ist wichtig, dieses Gesetz trifft aber alle, geht deutlich zu weit, höhlt den Schutz der Privatsphäre aus und gehört daher abgelehnt.

NEIN zum erneuten Umkrempeln der Bündner Bildung
Die zwei Initiativen mit dem verfälschenden Titel «Gute Schule Graubünden» lehnt die SP klar ab. Die Initianten wollen den bereits eingeführten Lehrplan 21 Graubünden rückwirkend wieder abschaffen. Gleiche Initiativen wurden in anderen Kantonen vom Volk deutlich abgelehnt. Eine Sonderlösung wäre für die Bündner Schülerinnen und Schüler schlecht. Überhaupt muss nach vielen Reformen etwas Ruhe in die Schulpolitik und den Schulalltag einkehren. Kurz nach Einführung des Lehrplan 21 nun die ganze Schullandschaft wieder auf den Kopf zu stellen, ist kein Dienst an den Kindern.

Ja zur Hornkuh-Initiative
Jahrelang versuchten Armin und Claudia Capaul, ihr Tierwohlanliegen in die Schweizer Agrarpolitik einzubringen. Sie weisen darauf hin, dass die Enthornung von Tieren schmerzhaft und problematisch ist, da die Hörner im Sozial- und Kommunikationsprozess der Tiere eine wichtige Rolle spielen. Für die SP ist die Initiative aus Tierwohlgründen unterstützenswert, zumal sie auch moderat ist. Denn Enthornungen werden nicht verboten, sondern die tierfreundlichere Haltung soll abgegolten werden. Die Kosten dafür würden sich auf weniger als 1 Prozent des gesamten Agrarbudgets belaufen und sind damit problemlos finanzierbar.

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Die SP Graubünden ist mit dem Ausgang der Abstimmungen überaus zufrieden. Das deutliche Nein der Bündnerinnen und Bündner zur Fremdspracheninitiative ist ein starkes Bekenntnis zur kulturellen Vielfalt in unserem Kanton. Die Dreisprachigkeit Graubündens geht gestärkt aus diesem Abstimmungssonntag hervor. Zudem will die Bevölkerung offensichtlich keine Rückschritte in der Schule hinnehmen. Das ist auch im Hinblick auf die Doppelinitiative wichtig, die im November zur Abstimmung gelangt. Denn deren beiden Vorlagen wollen nicht bloss den Fremdsprachenunterricht umkrempeln, sondern den gerade eben eingeführten neuen Lehrplan abschaffen.

Auch das klare Ja zum Bundesbeschluss Velo freut die SP. Damit sollen die Velowegnetze in der Schweiz attraktiver und günstiger werden. Jetzt sind der Kanton und die Gemeinden gefordert, diesen deutlichen Volksauftrag auch umzusetzen, denn sie bleiben auch mit dem Bundesbeschluss für die für Planung, Bau, Unterhalt und Betrieb der Fuss-, Wander- und Velowegnetze zuständig.

Erfreulich ist auch das klare Nein zur Ernährungssouveränitätsinitiative. Die Stimmbevölkerung hat protektionistischen Bestrebungen in der Landwirtschaftspolitik eine deutliche Abfuhr erteilt. Die von der Initiative verlangten Zölle wären eine unsoziale Kopfsteuer gewesen. Das Abstimmungsresultat lässt sich auch als Bekenntnis zur bisherigen Landwirtschaftspolitik interpretieren. Wer eine soziale Landwirtschaftspolitik will, der setzt nämlich auf Direktzahlungen statt auf Kopfsteuern. Schliesslich ist das Nein vor allem für die Berglandwirtschaft erfreulich, die von der Qualitätsoffensive der bisherigen Agrarpolitik massgeblich profitiert.

Medienmitteilung (pdf)

Registrazione Congresso 2021