VOTAZIONI

INSIEME PER PIÙ ABITAZIONI A PREZZI ACCESSIBILI

L’iniziativa a favore di «Più abitazioni a prezzi accessibili» vuole promuovere la costruzione di alloggi di utilità pubblica perché ci siano finalmente più abitazioni accessibili a tutti.

La potente lobby immobiliare ha paura e la sta combattendo con tutti i mezzi. Il vostro impegno è quindi ancora più importante! Unitevi a noi e sosteneteci affinché le abitazioni in Svizzera abbiano prezzi accessibili!

Perché c’è bisogno di questa iniziativa?
Le persone anziane ricevono la disdetta dell’appartamento in cui vivono da anni perché lo stabile sarà demolito e rimpiazzato da un edificio di lusso. I bambini vengono separati dai loro compagni di scuola perché i genitori non riescono a trovare nel quartiere un appartamento accessibile alle loro finanze. Sempre meno persone trovano un alloggio a prezzi accessibili, nonostante tassi di interesse e rincaro ai minimi storici. I responsabili dei massicci aumenti sono gli speculatori che inseguono profitti sempre maggiori. È ora di invertire la rotta!

Per questo motivo l’Associazione Svizzera Inquilini ha lanciato, insieme a molti alleati, l’iniziativa «Più abitazioni a prezzi accessibili». L’iniziativa intende promuove la costruzione di abitazioni di utilità pubblica sottraendo il mercato dell’alloggio all’ingordigia di avidi speculatori. Per un maggior numero di abitazioni a prezzi accessibili!

COMBATTI L’ODIO

Il 9 febbraio 2020 voteremo sull’estensione della legge antirazzismo, per includervi anche l’orientamento sessuale. L’obiettivo è di proteggere lesbiche, gay e bisessuali dall’odio e dalle discriminazioni.

La decisione di estendere gli articoli penali contro la discriminazione razziale (art. 261bis CP e art. 171c CPM) anche all’orientamento sessuale è stata decisa dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati nel dicembre 2018. Chiunque oggi in Svizzera invochi l’odio oppure discriminazioni contro lesbiche, gay e bisessuali non può essere perseguito. Questi attacchi all’orientamento sessuale saranno quindi vietati esattamente come già avviene per le discriminazioni basate su motivi religiosi, razziali o culturali.